domenica, Luglio 14, 2024

Kit Review – F-14D Tomcat AMK 1/48, Terza Parte.

This is the end… my only friend, the end (ovvero come montare un F-14 AMK e sopravvivere felici).

Un anno. Per finire (e digerire) questo modello ho impiegato un anno. Ci siamo odiati, insultati, sbeffeggiati, ci siamo fatti dispetti e scherzi di vario genere ma alla fine ho vinto io.

Ad ogni modo, a questo “Tomcat”, un po’ di bene gliene voglio lo stesso. Ormai era diventato una compagnia costante della mia giornata modellistica. Ora che è finito un po’ mi dispiace, ma affogherò i dispiaceri nell’alcool isopropilico e me ne farò una ragione. Certo è che resterà figlio unico di madre vedova, certi errori non andrebbero mai fatti due volte…

Come nelle due puntate precedenti, anche stavolta cercherò di essere il più possibile oggettivo. Adesso che ho il modello finito davanti gli occhi, gli errori di forma e le approssimazioni nella riproduzione mi sembrano ancora più evidenti e non riesco proprio a ignorarli. La mia realizzazione è lontana dall’essere a prova di giudice e di difetti ce ne sono parecchi, ma nel complesso, grazie a un po’ di mestiere nella verniciatura, penso di essere riuscito a tirare fuori un modello realizzato decentemente. Ciò non toglie che più lo guardo più mi dico che no, non ci siamo proprio. Una cosa è certa: la TPS non è la mia livrea preferita e renderla come si deve è complicato. La fortuna è stata trovare diverse foto degli esemplari del VF-2 nel 2003, aspetto che mi ha consentito di trarre spunto da immagini reali e di non improvvisare.

Una cosa la vorrei sottolineare subito: ci siamo fossilizzati per mesi sulla parte posteriore della fusoliera che come sapete è, usando un eufemismo, un po’ fuori forma (in tutti i sensi 😊), ma dopo aver terminato il modello posso dire che la parte meno riuscita è il muso!

Le proporzioni sono sbagliate, il parabrezza sembra corto, il radome grosso e il bordo d’attacco in corrispondenza dei glove vane è troppo, troppo spesso. In altre parole, un mezzo disastro. Anche la forma dei taileron si è rivelata errata, ma una volta montati si nota poco (non che sia una giustificazione, ovviamente. Diciamo, però, che può essere una consolazione).

Come già detto nella seconda parte dell’articolo, il livello generale di dettaglio è molto alto ma la fedeltà della riproduzione nelle forme è insufficiente. Tecnicamente il montaggio è difficile e l’ingegnerizzazione di alcune zone inutilmente complicata. In questa terza ed ultima parte dell’articolo proverò a spiegarvi come mitigare qualcuno dei problemi che ho incontrato, con un po’ di attenzione si possono evitare parecchi mal di testa. Andiamo!

NOTA: il modello è stato realizzato interamente da scatola. Tutto quello che vedete si trova all’interno del kit e non sono state apportate modifiche di sorta alle parti AMK. Non c’è trucco né inganno: quello che vedete è esattamente ciò che avete acquistato, con i suoi pregi e i suoi difetti.

Montaggio:

Cercherò di darvi qualche dritta su come evitare i principali inconvenienti di montaggio ma sappiate che è, e resta, un kit difficile, di quelli che alla fine più che una sensazione di appagamento ti lasciano un senso di fastidio. Avete presente quando a scuola dicevano “E’ bravo ma non si applica”? Ecco. Il Tomcat AMK è così, è bravo ma non si è applicato, nemmeno un po’.

NOTA: per mascherare il più possibile il difetto di forme della parte posteriore della fusoliera, il mio modello è rappresentato con l’ala in posizione di parcheggio. Le mie osservazioni valgono comunque anche nel caso in cui il soggetto venga realizzato con l’ala estesa e la “biancheria fuori” quindi niente paura, ce n’è per tutti.

Commenterò solo gli step di montaggio che presentano punti di attenzione riferendomi alla sequenza delle istruzioni; se lo stesso non è indicato significa che non ci sono criticità particolari da segnalare e potete stare tranquilli (relativamente. Sapete tutti che fine ha fatto “tranquillo”, no? 😊)

Suggerimenti generali:

  • Montate le luci di posizione prima della verniciatura e stuccatele con attenzione. Non sono precise e aggiungendole alla fine lasciano gap e fessure molto antiestetiche. In alternativa, usate una colla UV (io ho fatto così per le luci in fusoliera), metodo molto efficace e molto comodo essendo la colla UV carteggiabile in pochi minuti.
  • Montate e stuccate subito il labbro inferiore delle prese d’aria.
  • Non dimenticate i fori per piloni e armamenti, praticateli prima di incollare qualsiasi altra parte.
  • Più prove a secco farete, meno mal di pancia avrete.
  • Più prove a secco farete, meno mal di pancia avrete.
  • Più prove a secco farete, meno mal di pancia avrete.
  • Più prove a secco farete, meno mal di pancia avrete.
  • Più prove a secco farete, meno mal di pancia avrete.
  • Più prove a secco farete, meno mal di pancia avrete!

Step 1: Ejection Seat.

I seggiolini sono bellissimi (dietro) e bruttissimi (davanti). Sarebbe stato meglio il contrario, ma tant’è. Vi consiglio di montarli interamente e di stuccare con attenzione i poggiatesta. I cuscini sono a malapena accettabili e le cinture in fotoincisione piatte e sottodimensionate. Peccato, perché la struttura del sedile e il dettaglio del cannone di lancio e dei vari meccanismi è di prim’ordine.

Step 2: Cockpit.

  • Quando montate le consolle si forma una brutta fessura tra la vasca e le consolle stesse. Cercate di rifinirle prima del montaggio per mitigare il gap quanto più possibile
  • Fate molta attenzione a posizionare correttamente (senza fessure o disallineamenti) le pareti laterali dell’abitacolo. Questi pezzi influiranno sull’allineamento rispetto ai ganci del canopy (parte V27 e V28 dello step 4). Dopo aver montato tutta la vasca, fate subito una prova a secco. Vi eviterete svariati momenti di nervosismo più tardi. 😉
  • Stesso discorso per tutto il vano carrello anteriore. Il montaggio deve essere il più preciso possibile altrimenti si creeranno dei fuori squadro che non consentiranno l’inserimento di tutto il complesso all’interno della fusoliera anteriore. Prendetevi tempo e verificate continuamente l’accoppiamento delle parti. Solo alla fine incollate tutto con la Tamiya Extra Thin Cement (tappo verde) in modo da non spostare più i componenti una volta allineati.

Step 3: Front Fuselage.

  • Attenzione alla posizione del cannone (pezzo U50). Se non viene assemblato con attenzione il cockpit non si infilerà nel modo corretto.
  • Stesso discorso per il vano scaletta (pezzo V17) dove vi consiglio di eliminare qualche decimo di plastica sul punto di incollaggio e dalle pareti posteriori, agevolerà lo scorrimento del cockpit nella semi-fusoliera.

Step 4: Front Fuselage.

  • Qui iniziano i primi problemi seri. L’abitacolo deve scorrere senza difficoltà all’interno della carlinga, se riscontrate forzature cercate di eliminarle assottigliando il più possibile i punti di contatto tra le parti. E’ fondamentale che la semi-fusoliera anteriore non venga deformata dalla vasca, pena pericolosi disallineamenti con la parte posteriore della cellula.
  • Se tutto il cockpit è allineato a dovere, il pezzo U2 copierà bene la sezione del muso. Se notate gradini tra U2 e la semi-fusoliera qualcosa è andato storto.
  • Inserite qualche peso (20/30 grammi sono sufficienti) nel muso. Credo che questo sia l’unico modello di F-14 in 1/48 che tende a essere un “tail sitter”. Coincidenze? Io non credo..!

Come mia abitudine, ho lasciato seggiolini e gli altri dettagli delicati alla fine del montaggio. La paratia U16 e l’attuatore del canopy (U19) possono essere aggiunti a modello concluso. I sedili vanno abbassati leggermente, montati come da scatola restano alti e soprattutto non allineati tra loro (visti di profilo). Ho eliminato l’incastro presente sul pavimento della vasca e limato le loro basi dal basso, in modo da farli poggiare meglio sulle paratie della vasca stessa e dargli un assetto migliore.

Step 5: Engine & Nozzle.

Niente da segnalare, anzi! I motori sono decisamente una delle parti più riuscite del kit.

Step 6: Intake Trunk.

Estrattori, estrattori ovunque! Stuccate tutto e armatevi di pazienza. Già che ci siete togliete la rugosità dello stampo cassoni che è molto evidente. Montate (E STUCCATE!) subito il labbro inferiore della presa d’aria. Io non l’ho fatto fidandomi di una prova a secco fatta all’inizio dei lavori e mi sono ritrovato dei pezzi non raccordati e sporgenti. Peccato, la prossima volta andrà megl… Ah no, scusate. Non monterò mai più un F-14 AMK, ci potete scommettere la bussola.

Step 7: Attacching Intake Ramps.

  • Anche qui, eseguite molte prove a secco perché la larghezza dei componenti è leggermente abbondante (soprattutto la parte G7, che è quella davanti e che chiude tutta la presa d’aria). Montate a secco tutto il sottoinsieme delle rampe nel pezzo U14 e provatelo nella semi-fusoliera inferiore, stando attenti a fessure strane e disallineamenti. La rampa della presa d’aria è molto visibile a modello ultimato quindi necessita di qualche attenzione in più.
  • Tutte le parti da inserire nella semi-fusoliera inferiore vanno montate con cura, soprattutto la D2 che deve essere perfettamente a filo con la pancia. Le paratie del vano carrello (V48 e V49) si devono bloccare esattamente come descritto nelle (poco chiare) istruzioni. In altre parole, i bordi sia sotto, sia laterali, non devono creare scalini con la fusoliera. Se così non fosse, non riuscirete ad incollare correttamente i portelli, quindi attenzione!

Step 8: Horizontal Tail Wing Position.

  • Buttate tutto. Facile, veloce, efficace. Se non avete avuto il coraggio di buttare il kit, perlomeno cestinate i riscontri dei pezzi U5/6 (e equivalenti) e montate al loro posto un bel perno metallico. Eviterete rotture (di perni e di balle) e potrete montare i piani di coda nella posizione che preferite.

Step 9: Attaching Engine, Intake Ramp & Main Landing Gear Bay.

  • Lo so, sono ripetitivo ma… controllate, verificate e ricontrollate A SECCO più e più volte la posizione di tutti i sotto-assemblaggi all’interno della fusoliera. Se qualcosa non è a posto, la stessa non si chiuderà (o sarà deformata a causa delle tensioni tra le parti). Se la fusoliera non è a posto, il troncone anteriore non si monterà e poi sistemare l’orrenda giuntura che si viene a creare sarà un delirio. In particolare, fate attenzione al vano carrelli e alle rampe delle prese d’aria.

Step 12: Close Wing.

Niente da segnalare, l’ala è decisamente una delle parti migliori del kit, sia in configurazione chiusa, sia in configurazione aperta. Ho comunque inserito le semi-ali alla fine in modo da poter verniciare tutta la fusoliera più comodamente.

Step 13: Horizontal Tail Wing & Tail.

  • Il beaver tail può essere montato come da istruzioni ma invece di assemblarlo alla parte inferiore della fusoliera (step 16) l’ho incollato a quella superiore evitando così scalini, e gestendo meglio la fessura che si forma nella parte inferiore.

Step 13: Attacching Wing (errore nelle istruzioni, ovviamente questo avrebbe dovuto essere lo step 14 ma poco male)

  • Come detto, non ho montato le ali al cassone per non avere intralci nelle stuccature e nella verniciatura del modello. Queste possono essere tranquillamente inserite alla fine.

Step 14: Top Fuselage.

  • L’antenna segnata come pezzo O10 è in realtà il pezzo V34, per il resto nessuna nota particolare. Il pezzo C2 tende a formare una fessura inferiormente, è utile togliere qualche decimo dall’incastro per aiutare il suo posizionamento.

Step 16: Closing Fuselage & Attaching Nozzle.

  • Vi consiglio di seguire questa sequenza:
    • Beaver tail incollata alla fusoliera superiore.
    • Parte K1 o L1 (cuscini dell’ala) incollati alla fusoliera inferiore.
    • Parte G15 o G22 o V3 (cassone dell’ala) incollato alla fusoliera inferiore.
    • Incollaggio fusoliera superiore a quella inferiore.
    • Parte J12 incollata a parte J13 (carenature del motore).
    • Insieme J12+J13 incollato alla fusoliera.

Il pezzo J12 (e il suo simmetrico) vanno stuccati, nel vero aereo non c’è pannello tra la “guancetta” e la fusoliera 😉

Step 17: Front Fuselage.

Questo è il momento della verità. In base alla vostra attenzione negli allineamenti e soprattutto alla vostra fortuna, si verificherà uno di questi due scenari:

  1. Tutta la parte anteriore si incastra senza grossi problemi alla fusoliera posteriore, con fessure accettabili e solo un piccolo scalino nella parte inferiore (LIVELLO: TOMCAT’S MASTER MODELLER).
  2. La parte anteriore crea un enorme gap nel lato destro del modello, accompagnato da un gradino (più o meno evidente) inferiormente. In aggiunta, sempre a destra, si formerà un gradino sopra la fessura che vi costringerà a un lavoro di stuccatura/allineamento/reincisione che durerà più o meno il tempo necessario a finire interamente un Tomcat Tamiya (LIVELLO: TI PIACEREBBE ESSERE UN MASTER MODELLER!).

Nel mio caso sono andato incontro alla situazione #2, peggiorata dal fatto che tutte le problematiche che ho scritto sopra le ho scoperte a mie spese in corso d’opera… voi non fate come me!

Oltretutto, sono stato costretto a montare la scaletta chiusa perché nel mio kit era danneggiata. Il portello comunque si inserisce bene nel vano e anche la copertura della sonda RIV (rifornimento in volo) va a posto senza grossi pensieri. (Thank you AMK! BTW, your packaging really sucks).

Step 18 e 19: Front and Main Landing Gear.

Tanti pezzi con un bel dettaglio. Unico problema: I MALEDETTI SEGNI DEGLI ESTRATTORI, OVVIAMENTE MESSI NEI PUNTI PEGGIORI IMMAGINABILI. A voi la scelta su come risolvere; il buon vecchio Mr. Surfacer 500 probabilmente resta il metodo più efficace.

Step 20: Attaching Front Landing Gear.

  • Provate a secco l’inserimento del carrello nel vano più volte, la gamba non entra bene e probabilmente dovrete fare degli aggiustamenti (nel mio caso, sui perni che scorrono nelle slitte del vano). Vi consiglio anche di provare tutto il sottoinsieme prima di verniciarlo, martinetti compresi. Vista la complessità dello stampo accertatevi che tutto si incastri come deve perché metterci le mani dopo è davvero complicato. Fate attenzione al martinetto principale di retrazione (U30) ed a quello più piccolo (G21), potrebbero essere scarsi in lunghezza e richiedere una sistemata alla loro posizione rispetto alla gamba di forza.
  • I portelli con le cerniere separate sono una nota dolente. Complessi da montare e allineare, potrebbero non entrare nelle sedi del vano costringendo a incollaggi avventurosi e poco stabili. Nel mio caso, quasi tutti quelli di destra hanno avuto problemi, mentre quelli a sinistra si sono incastrati senza difficoltà. Armatevi di pazienza per questa fase, anche qui un’ingegnerizzazione meno estrema avrebbe, forse, aiutato.

Step 21:  Attaching Main Landing Gear.

Stesse considerazioni di cui sopra. In particolare state attenti al braccio del carrello principale (V21): deve arrivare nel suo scasso senza forzature. Se questo non fosse possibile, meglio cercare il corretto posizionamento della gamba principale e “barare” sull’attacco del braccio che viceversa. L’assetto del Tomcat dipende moltissimo da come sono allineati i carrelli, quindi metteteci cura.

Il resto dell’assemblaggio fila via liscio, canopy compreso quindi non c’è molto da dire. Anzi, è davvero bello e dettagliato, una delle cose che mi è piaciuta di più di tutto il kit. AMK fornisce due opzioni: calotta classica tutta trasparente o in tre pezzi (frame e trasparenti separati). Nel mio caso ho optato per la bolla in un solo pezzo per una serie di ottimi motivi:

  1. È migliore come forma.
  2. La si può maneggiare senza rischi che si scolli o si rompa in mano.
  3. Non devo incollare ben due trasparenti su un telaio lungo e sottile.

Ma soprattutto:

  • Non sto montando il Tornado ESCI del 1979.
  • Il frame della bolla in tre pezzi era rotto e storto (Thank you AMK! BTW, your packaging really sucks parte 2).

Un plauso per gli armamenti e i piloni: davvero ben fatti, con riscontri precisi, decal complete e un aspetto finale molto realistico. Il pilone sub-alare del Phoenix non ha dettaglio inferiormente; se non si monta il missile (come nel mio caso) resta un po’ spoglio ma comunque si nota poco.

Decal:

Parliamo dele decalcomanie: stampate benissimo, sono però un po’ delicate. In compenso, hanno un film davvero sottile e lavorano alla pari di quelle aftermarket. Fate attenzione ai fregi più grandi che scorrono poco e tendono a fissarsi rapidamente sul modello. Reagiscono bene alla combinazione Micro Set/Micro Sol; nel mio esemplare ho spesso usato il solo Micro Sol essendo di base  di ottima qualità adesiva.

Verniciatura:

Il mio modello è verniciato con colori Gunze (in particolare H-337, H-307 e H-308 per lo schema mimetico) e Tamiya acrilici. Per le piccole parti a pennello ho usato Vallejo e Andreas Miniatures, i trasparenti sono Gunze H-101 (lucido) e H-20 (opaco) diluiti con Tamiya tappo arancione (Lacquer Thinner con retarder). Motori verniciati con Alclad Steel, parti metalliche (es. bordo d’attacco, cannone) con smalto C-8 Gunze. Lavaggi a olio con bruno Van Dick e nero di Marte, pannellature ripassate in zone particolari con panel liner Tamiya (nero e dark brown), ad esempio nelle fessure di flap o nelle griglie in fusoliera.

Pre-shading, post-shading, lavaggi a olio e “maculatura” con mascherine AK hanno contribuito alla resa finale del TPS.

Riflessioni finali (mescolate, NON agitate):

Io e questo kit non ci siamo mai stimati molto. Difficile nel montaggio, con scelte progettuali opinabili e dalle forme che complessivamente non riescono proprio a convincermi, mi ha esasperato oltre ogni ragionevole previsione. La mia esecuzione ha difetti spesso dovuti a una certa freddezza nei confronti del kit (leggasi: disaffezione, disamore, avversione, ostilità etc.) e a problemi di vario tipo (ad esempio cadute con parabrezza che si stacca, stuccature che ricompaiono, decal che si spezzano, coccarde messe sulla semiala sbagliata etc. etc.) quindi vi prego: siate clementi nel giudizio, sappiate che già averlo finito equivale a una vittoria (e lo scopo del progetto non era quello di mostrare questo Tomcat in qualche concorso).

Non c’è stato un momento o una fase della realizzazione, in quasi un anno, in cui non abbia dovuto pensare a come risolvere un problema di assemblaggio o a come mitigare qualche difetto. La cosa peggiore è che è capitato con un kit dell’ultimissima generazione, non con un tragico Aurora datato 1965.

No, non mi sono divertito affatto.

Intendiamoci: di stampi peggiori ne esistono a centinaia ma questo non è (e non sarà mai, anche riempiendolo di aftermarket) il modello definitivo dell’F-14. Lo consiglierei? No. Ne farei un altro? Ma nemmeno per sogno! Ha qualche punto di forza? Sì, ma non tali da renderlo poi così appetibile.
E ribadisco che, dopo averlo finito, quello che pensavo fosse il suo difetto peggiore (la parte posteriore) alla fine nemmeno si nota troppo. Ciò che davvero lo fa sembrare sproporzionato e, in una parola, un po’ bruttino è la sezione anteriore di fusoliera. Tutto il muso è tozzo e il parabrezza, come già detto, è corto e troppo inclinato. L’altro punto che davvero non riesco a digerire è il bordo d’attacco sopra la presa d’aria, dove ci sono i glove vane. E’ assurdamente spesso e non si sfina abbastanza verso il davanti; la riprova è la grandezza delle due antenne ECM gialle che sembrano reduci da una cura anabolizzante tanto sono grosse e grasse… Ah, e non c’è soluzione ovviamente, ce lo dobbiamo tenere così.

In due parole, questo poteva essere davvero il kit risolutivo del Tomcat ma purtroppo non è riuscito a centrare l’obiettivo. Mentre il suo competitor può diventare un modello eccezionale con pochissimi accorgimenti (fondamentalmente migliorando il cockpit e i motori), l’AMK è inficiato da talmente tanti errori di forma che secondo me parte battuto già da subito. Anche modellisticamente parlando, la sua realizzazione è complicata e, in alcuni passaggi, direi ostica.

Volendolo comunque realizzare, bisogna per lo meno sostituire i seggiolini e le ruote. La cosa veramente importante, però, è non metterlo mai in vetrina di fianco a un Tamiya (e adesso sapete anche il perché, vero?).

Nota finale: ora che questa avventura è finita, voglio ringraziare con infinito affetto i miei amici del “Gruppo di Sostegno Modellisti a 10 BAR” di Roma (voi sapete bene chi siete) per avermi aiutato a perseverare e a portare a termine questo F-14, più e più volte arrivato a un passo dal cassonetto dell’indifferenziata. Il Tomcat resta uno dei velivoli più belli che abbiano mai solcato i cieli, finirne un modello il giorno del suo 50° compleanno (il primo volo fu fatto il 21 dicembre 1970) mi rende felice e anche un po’ malinconico. ANYTIME, BABY!

Fulvio Spillone Felicioli.

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3 Comments

  1. Ottimo lavoro. Hai la mia ammirazione solo per averlo portato a termine. Continuo a ribadire, avendo anche io la scatola, che e un ottimo set di dettaglio per altri Tomcat. Sul resto, sorvolo elegantemente !

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