giovedì, Maggio 30, 2024

Zlin Z-326 “Trenèr Master” dal kit Eduard in scala 1/48.

Ci sono volte, in questo hobby, in cui non è la passione per quel determinato soggetto a guidare la scelta del kit, ma è la curiosità per il kit stesso a convincerti dell’acquisto. Nel mio caso è andata proprio così… perché, diciamolo, lo Zlin Z-326 Trenèr Master non è di certo uno dei velivoli più famosi nella storia dell’aviazione e neanche uno dei più battuti dalle case modellistiche! Però, devo dire, il nuovo stampo Eduard ha da subito stuzzicato le mie corde e, complice un periodo in cui non avevo voglia di cimentarmi con progetti troppo complicati, ho deciso di metterlo subito sul banco di lavoro.



La scatola in oggetto è la seguente e si compone di poche parti, ma comunque ben curate e ricche di dettagli:

L’esemplare che ho scelto per la riproduzione lo vedete di seguito. Fortunatamente esistono varie foto che lo ritraggono e su cui ho potuto basare la mia documentazione:

Ho iniziato col dipingere il cockpit in grigio FS36375 (Gunze H308), ho lucidato l’intera struttura con trasparente lucido Mr. Color GX100 Super clear III Gloss e con un lavaggio ad olio (in grigio medio) ho messo in risalto i particolari dando tridimensionalità al tutto.

I seggiolini possono essere inseriti alla fine e sono provvisti di cinture fotoincise sia nere, sia beige, a seconda del velivolo che si vuole realizzare; stessa scelta costruttiva è stata utilizzata anche per il quadro strumenti che si ottiene assemblando un sandwich composto da tre fotoincisioni:

Terminato l’abitacolo ho provveduto a pulire le parti principali che compongono il mio Trenèr – sono davvero poche e vanno insieme senza problema; le fessure sono ridotte al minimo e possono essere riempite usando il Mr. Surfacer 500 della Gunze.  Le tip alari sono in plastica trasparente per agevolare il montaggio e la verniciatura delle luci di posizione.


L’unica zona che ho dovuto ripristinare è la giunzione inferiore delle semi fusoliere sopra cui, sui Trenèr veri, è cucita una lunga striscia di rinforzo in tela che assicura ulteriormente la tenuta dei rivestimenti. Per ripristinarla ho ricreato il perimetro del pezzo con del nastro kabuki e ho spruzzato del Mr. Surfacer 1000 diluito al 50% (quindi abbastanza denso) che ha fatto spessore simulando di nuovo il dettaglio perso nella carteggiatura.

A seguire ho steso sull’intero modello un paio di mani di Mr. Surfacer 1000 diluito al 70% con Leveling Thinner.  Grazie al primer ho trovato dei ritiri dello stirene in prossimità della parte inferiore dei flap che ho riempito e riportato a livello:

 
Dopo un’ulteriore verifica delle superfici, questo è il risultato. Dove il fondo ha rivelato altre imprecisioni o delle piccole crepe, sono intervenuto con una punta di cianoacrilato per chiudere il gap; a seguire ho pareggiato con carte abrasive grana 1000/1200/1500, rigorosamente bagnate.

Terminata velocemente la fase di costruzione sono arrivato alla verniciatura del colore principale, il Mr. Color C45 “Sail” diluito al 70% con il Leveling Thinner. Vi consiglio di dare una doppia, se non tripla, passata di questo colore poiché, per quanto possa sembrare abbastanza coprente, una volta asciutto tenderà a virare verso il tono del fondo che avete utilizzato.

Nello step successivo ho realizzato le bande color verde, bianco e nero che caratterizzano questa livrea. Dato il contrasto delle tinte ho deciso di non sovrapporle per evitare problemi di copertura o di sbavature, per questo ho spruzzato i toni separatamente realizzando, di fatto, sei mascherature diverse.

Partiamo con ordine: una volta delimitata la zona da verniciare ho sigillato il perimetro del nastro con del trasparente lucido Mr. Color GX100 Super Gloss III per ottenere dei bordi quanto più precisi ed evitare infiltrazioni:

A seguire ho steso al centro il fedele bianco opaco XF-2 della Tamiya:

Poi il verde per il quale ho deciso di non utilizzare la corrispondenza consigliata da Eduard, il Dark Green H320, preferendo ottenere un mix ad hoc con la seguente proporzione: 4 gocce di Tamiya XF-5 Flat green + 1 goccia di Tamiya XF-8 Flat Blue.


Per concludere ho verniciato le bande in nero e il pannello anti riflesso davanti al parabrezza con il Tamiya XF-1 Flat Black.


Come scritto precedentemente, il lavoro è stato lungo a causa delle numerose mascherature da applicare e da rimuovere in sequenza ma il risultato finale ripaga le fatiche:

A questo punto ho lucidato il modello con più mani di Mr. Color GX100 Super Clear III preparandolo per l’applicazione delle poche decal previste che, come da consuetudine dei nuovi prodotti Eduard, sono del tipo con pellicola eliminabile. Questa tipologia di decalcomanie ha varie problematiche (leggete QUI per approfondire) e presentano dei colori poco saturi. Per mia fortuna, le marche identificative civili a fondo nero non hanno perso saturazione a seguito della rimozione del film trasparente.


La cofanatura motore si incastra senza intoppi e, in accordo con la documentazione, ha la griglia di estrazione del calore proveniente dal motore verniciata di un verde differente rispetto a quello delle ali e dei piani di coda; in questo caso ho scelto il Gunze H320 Dark Green che avevo scartato precedentemente.

Dopo aver sigillato le decal con un ulteriore passata di trasparente lucido sono passato ai lavaggi ad olio. Nella foto che segue potete vedere come cambia la situazione dopo aver eseguito la tecnica sulla semiala inferiore destra col Bruno Van Dick: tutti i dettagli vengono messi in risalto e rimuovendo a dovere l’eccesso di pigmento si ottiene una finitura pulita.

Ho deciso di effettuare i lavaggi soltanto sul “Sail” e non sulle bande colorate dato che nelle foto del velivolo reale appaiono sempre immacolate. Ad essere sincero non li avrei applicati neanche sul resto del modello proprio per rispettare il realismo, ma in questo caso ha prevalso il lato modellistico che mi ha permesso di dare maggiore profondità ai particolari e tridimensionalità alla livrea.

L’assemblaggio finale richiede davvero pochi passaggi e mi son potuto dedicare alla finitura di alcuni pezzi lasciati momentaneamente in sospeso. L’elica, ad esempio, è stata completata con il Giallo Gunze H329.

Nella foto che segue potete notare anche un’antenna a frusta bianca realizzata in sprue filato, peculiare per questo Trenèr Master.

Le walkway ho preferito riprodurle con due strisce di carta abrasiva grana 1000 che ho opportunamente assottigliato nella parte inferiore per dargli il giusto spessore. Le ho poi incollate sul modello con della Vinavil non diluita che mi ha dato il tempo di posizionarle a dovere. A lavoro finito, danno un tocco di realismo in più al piccolo Trenèr!

Sul lato inferiore ho aggiunto un piccolo tubicino di spurgo posto davanti la gamba del carrello di sinistra:

Inoltre, alla fine, ho preferito eliminare del tutto i due anelli per le funi di ancoraggio a terra (stampati in plastica piena e davvero brutti) e rifarli curvando un piccolo segmento di fil di ferro.

È stato un progetto rapido, divertente e defatigante. Il kit della Eduard si monta senza pensieri ed è un piccolo gioiellino, ideale se si vuole affrontare un soggetto in totale rilassatezza.

Lo stampo ceco dedicato a questo piccolo addestratore mi ha anche permesso di scoprire che i Trenèr sono velivoli ancora diffusissimi e che per decenni hanno contribuito a formare generazioni di piloti nei paesi dell’Est Europa (e non solo) … una carriera, che dura ancora oggi, del tutto paragonabile ai più blasonati e conosciuti velivoli della Cessna o della Piper Aviation.

Buon modellismo a tutti!

Mattia “Pankit” Pancotti.

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