Lascio come sempre l'introduzione e i lavori del Babbo.
Io, come sempre, mi occupo della colorazione e della parte finale.
"Le vacanze natalizie si sa, portano doni e anch’io sono stato premiato senza eccezione, anzi, ben due le scatole in dono, tra cui un noto elicottero anche in uso alla Marina Militare, sempre scala 1/48.
L’elicottero per antonomasia, con quel bellissimo traliccio posteriore anni 50 che così tanto ha segnato l’epoca pionieristica già avanzata e l’inizio di quella che diverrà una nuova risorsa del trasporto e soccorso civile e militare. E che dire dei tanti film in cui ne era il soggetto principale?!
Naturalmente, in aggiunta alla scatola, erano inseriti alcuni aftermarket come l’EDUARD OH-13 per dettagli, cinture e mascherine per verniciatura.
il kit di montaggio è il noto ITALERI OH-13 (AB-47) “Sioux” scala 1/48. Le istruzioni permettono di costruire l’elicottero di sei versioni diverse che spaziano in un lasso temporale dal 1956 al 1970. Naturalmente la scelta è caduta sulla versione della nostra Marina Militare, del 1° Gruppo Elicotteri, Arsenale Marittimo di Augusta, 1956.
Ma, da subito, guardando il modello e alla versione che doveva essere riprodotta, l’idea è stata necessariamente quella di utilizzare solo alcune parti del kit e costruire praticamente tutto il resto per riprodurre l’elicottero ora gate guardian alla base della base di Luni. Questo elicottero è stato il capostipite dei sette acquistati dalla MMI, e derivato in tutto e per tutto dai modelli americani.
Matricola M.M. 1-01 Numero matricola 83087 Versione G, oppure MM 2, matricola M.M. 80088.
La plastica grigia del kit è particolarmente duttile e lavorabile, tuttavia ha lo svantaggio che gli spessori della stessa sul traliccio sono veramente improponibili. In aggiunta sono stati segnati in modo marcato i punti di innesto delle parti superiori del traliccio stesso a discapito così di una eventuale maggiore robustezza dovuta all’aumento di spessore. Inoltre la versione G aveva diverse differenze da tutte le altre versioni successive.
La versione G della Marina Militare, e quindi gli unici due elicotteri forniti, avevano due particolarità rispetto alla versione per Esercito, Guardia di Finanza e Carabinieri. Infatti, dai disegni e dalla documentazione raccolta, risulta la trave di coda più corta di 14 pollici (35,5 cm) e pale del rotore principale più corte di 1 piede (30,4 cm). Tuttavia non esiste nessuna relazione tra l’utilizzo del motore turbocompresso TVO con le differenze riportate sopra.
La prima difficoltà è stata quella di elaborare un piano costruttivo per mantenere alcuni dettagli del kit, come, ad esempio, i serbatoi esterni, alcune parti del rotore ,del motore e la parte del cockpit, trasparenti compresi.
Ho iniziato a ridurre progressivamente lo spessore del traliccio superiore del motore, per cercare di avvicinare quanto più possibile gli spessori in scala. Consideriamo che da quanto riportato, il diametro dei segmenti del traliccio sono ¾” (19,05), sulla zona motore 1” (25,4) che in scala sono diametri da 0,3 mm a 0,6 mm. Primo compromesso : ho utilizzato un rod di 0,5 mm, per una maggiore rigidità sul traliccio e 0,64 mm sulla zona motore.
La seconda difficoltĂ era mantenere tutto il costruito in modo che risultasse allineato e ortogonale. Considerando che la colla ha un effetto trattivo, ho costruito una dima in cui risultasse fissato il terminale del traliccio di coda, un profilato pieno di plasticard per mantenere la lunghezza corretta e una dima per il traliccio del terminale zona motore. Considerando scostamenti e punti di riferimento ricavati dalle tavole di cui sopra, sezione dopo sezione ho costruito il traliccio di coda e il traliccio motore, a cui ho abbinato alcuni accessori specifici.
Per maggiore dettaglio ho elencato le modifiche apportate e le parti autocostruite:
1) Il motore installato infatti era un Franklyn 6 VA o 6A4. Sul manuale è indicato O-335, un 5,5 litri da 200 HP max, raffreddato ad aria. Il kit presenta correttamente il motore Lycoming turbo compresso, e questo sarà oggetto di modifica e dettaglio. Aggiunti infatti la parte di serbatoio ausiliario olio, la parte elettromeccanica e modificato il sostegno motore.
2) la parte di filtrazione e relativi collettori dell’aria per carburatore e per la cabina sarà modificata per diversa disposizione e diversa configurazione.
3) la lunghezza e la dimensione del traliccio posteriore e di quello centrale dovrà essere ridotta in misura della diversa spaziatura indicata sul manuale, così come la diversa disposizione delle aste e della sospensione e sostegno del motore inferiore. In pratica ho costruito le due parti del traliccio avendo cura dell’allineamento e modellando i segmenti del traliccio in modo che la parte terminale sia tagliata in modo che l’unione dei due segmenti, non sia oltre il diametro del rod inferiore (0,5 mm). Inoltre anche la lunghezza dei due segmenti doveva essere esattamente quella proposta dalla dima, pena la deformazione del rod in corrispondenza della sezione incollata. Ho evitato la colla tappo verde, a beneficio della Revell, meno invasiva.
4) Anche la parte di trasmissione posteriore dovrĂ essere rivista e dettagliata. Nel kit manca completamente il dettaglio e forma e lunghezza della parte di trasmissione non corrispondono. Sostituito il tutto con tubo di ottone, diversi rod per dettaglio riduttore di coda e tondino di 0,5 mm di ottone sagomato, completano il tutto.
5) La struttura della cabina e di alcuni componenti è stata modificata e adattata per il modello G. non per ultimo il frame delle porte e il numero di sedili.
6) avendo a disposizione dal modello “J” i due galleggianti, e per diversificare un po' tutto il sistema di tubi e tralicci, verrà adottata questa soluzione, anche se un tantino inconsueta e più laboriosa."
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DSC_5884 by Jacopo Ferrari, su FlickrSpero che vi piaccia! alla prossima!



























