domenica, Novembre 30, 2025

Lockheed Martin F-35B Lightning II dal kit Tamiya in scala 1/48

In questo mio nuovo articolo voglio partire da un presupposto: la genesi di questo F-35B è stata totalmente casuale e, soprattutto, inaspettata. Ho avuto la fortuna, e l’onore, di ricevere in anteprima una “white box” del nuovo modello prodotto da Tamiya in scala 1/48, una di quelle scatole prive di box art e di qualsiasi tipo di grafica (da qui il nome “scatola bianca”) che viene inviata ai distributori sparsi in tutto il mondo prima dell’immissione ufficiale sul mercato. Quale occasione migliore per condividere quest’esperienza in anteprima per gli amici del forum?

Sebbene avessi potuto realizzare l’aereo totalmente da scatola (e vi assicuro che già così è spettacolare), ho pensato di godermi questo Lightning II con l’aggiunta di qualche dettaglio autocostruito e con l’utilizzo di qualche aftermarket generico, non necessariamente pensato per il kit in questione dato che, al momento dell’uscita, ancora non si trovava nulla. Prima di leggere questo articolo potete dare una rapida sbirciata al contenuto del kit cliccando qui (link alla review).

COCKPIT:

Aiutandomi con la scarsissima documentazione fotografica attualmente disponibile (e sbirciando da qualche aftermarket) ho cablato la parete della vasca, utilizzando dei cavi di piombo da 0.3 mm della Plus Model.


Ho forato e affinato le pedaliere aiutandomi con una micro-punta in tungsteno.

Ho verniciato la vasca in grigio F.S.36270 utilizzando il Gunze H-307 schiarito con un 20% di bianco per ovviare ai successivi filtri dovuti al trasparente lucido, lavaggi ad olio in grigio e al trasparente opaco. Tutta la strumentazione è in decal e consiglio l’utilizzo generoso del Tamiya Mark Fit Super Strongper conformarle a dovere; il risultato è ottimo e restituiscono anche una buona tridimensionalità.

Volendo rappresentare il mio F-35B in decollo non ho optato per un seggiolino in resina, bensì ho scelto di utilizzare e valorizzare al meglio quello del kit al quale ho sostituito la maniglia di espulsione realizzandola con un filo di rame da 0.1mm. Poi, ho verniciato il giallo con un colore vinilico Vallejo che ha contribuito a dare un po’ di spessore e ho realizzato le strisce nere con una Rapidograph nera con punta 0.05 mm. Il sedile Martin Baker Mk.16 è verniciato in Tamiya X-18 Semi Gloss Black mentre i cuscini sono in nero opaco vinilico della Vallejo. Il contrasto iniziale tra le due finiture del tono è stato attenuato da un leggerissimo dry-brush ad olio con un grigio chiaro, quanto basta per dare tridimensionalità e maggiori luci a spigoli e dettagli.

Ho aggiunto due piccole feritoie su entrambi i lati della palpebra del cruscotto, probabilmente hanno il compito di raffreddare il quadro principale facendo fuoriuscire aria calda. Per realizzarle ho usato dei piccoli segmenti di decal nera che hanno simulato bene la profondità delle aperture.

Il frame interno del canopy è ben dettagliato da scatola con rivetti e fori di alleggerimento strutturale che ho leggermente aumentato in profondità ripassandoli con un trapano a mano e punta da circa 1mm. Con documentazione fotografica alla mano ho aggiunto dei cablaggi mancanti, le maniglie presenti sul frame verticale (realizzate con del filo di rame) e una maniglia sul lato destro a forma di “T” per il blocco del tettuccio.

La struttura è stata verniciata in nero semilucido Tamiya X-18 e ha ricevuto del dry-brush ad olio con un grigio medio.

FUSOLIERA:

Terminato l’abitacolo ho iniziato a lavorare sul vano carrello anteriore e sul condotto della ventola verticale: nel primo il dettaglio da scatola è bello ma essenziale, privo di qualsiasi tipo di cablaggio. Mi sono divertito a realizzarlo utilizzando cavi in piombo della Plusmodel del diametro di 0.2 e 0.3mm.

Stesso discorso per quanto concerne i portelli del vano che possono essere arricchiti con i rispettivi cablaggi, dato che saranno ben visibili a modello ultimato.

Sulla gamba di forza anteriore ho aggiunto elementi in Plasticard, fili di piombo (quelli di base, il resto del lavoro l’ho terminato dopo aver verniciato il tutto – come spiegato più avanti nell’articolo) e in resina 3D della Anyz per aumentare la qualità del dettaglio generale. Ho aperto anche tutti i fori presenti, a partire da quello più grande sul compasso anti-torsione, usando una punta da 0.5mm.

Il carrello dell’F-35B si differenzia principalmente da quello dell’F-35A per la doppia colorazione in bianco e in un grigio metallico che ho ottenuto dal mix Tamiya indicato nelle istruzioni. Lo stelo dell’ammortizzatore è in Chrome della Molotow.

Una curiosità in merito a questo step di montaggio: ho utilizzato lo stelo dalla massima estensione che viene consigliato quando si vuole realizzare l’F-35B in decollo verticale o, come nel mio caso, mentre sta staccando le ruote da terra.

Il kit prevede un piccolo blocco in plastica che mantiene il carrello in posizione retratta e consente di estrarlo a modello ultimato e verniciato. Dal canto mio, invece, ho deciso di lasciarlo esteso poiché non avrei potuto dettagliare il tutto a dovere e diverse parti, come il faro di atterraggio e il compasso anti-torsione, li avrei dovuti incollare alla fine con poco spazio di manovra e troppi rischi di rovinare tutto. Non me la sono sentita…

Prima di chiudere il vano anteriore e il condotto della ventola ho verniciato il meccanismo di rotazione che si intravedrà ai lati quando l’aereo ha i portelli inferiori completamente aperti. Il primer verde è realizzato con il mix proposto nelle istruzioni ed è l’unico colore steso ad aerografo, il resto dei dettagli è pitturato direttamente a pennello.

Ho deciso di riprodurre i perni di rotazione delle lamelle che direzionano verso il basso il flusso della ventola anteriore, è un dettaglio ben visibile che si può osservare facilmente anche nelle foto non troppo ravvicinate. Per realizzarli ho fustellato dei cerchi da una decalcomania con texture carbonio ipotizzando che possa trattarsi di un materiale composito.

Ho aggiunto ulteriori particolari realizzando le viti di fissaggio con un pennino grafico dalla punta 0.05 mm. La procedura è molto scomoda per via del poco spazio in cui lavorare, e i “puntini” non sono tutti uguali, ma l’effetto che restituisce all’occhio nudo è fantastico.

I pezzi che compongono il sottoinsieme delle prese d’aria anteriori, dei relativi condotti, della presa d’aria ausiliaria sul dorso e del primo stadio del compressore sono pochi e dal fitting eccellente, ma qualche giunzione è comunque migliorabile.

Quella inferiore sul fondo del condotto è decisamente visibile, per fortuna verrà occultata dall’albero di trasmissione che collega il motore alla ventola anteriore verticale e, dunque, ho deciso di non stuccarla.

Al contrario ce ne sono altre che saranno ben individuabili qualora si lasciasse aperto il portellone della ventola sul dorso, mi riferisco alle piccole verticali che vedete in queste foto. Una volta stuccate ho riverniciato il tutto con il bianco opaco Tamiya XF-2.

La zona del motore (e del suo alloggiamento) rappresenta un lungo step decisivo nella realizzazione di questo F-35B, essa richiede più attenzioni e ore di lavoro.

I portelloni, a mio parere, sono tra le parti più complesse da realizzare di tutto il modello a causa del numero, della sovrapposizione e della tipologia di colori da utilizzare. In ordine, ho applicato l’alluminio, il bianco, il verde primer e infine il metallo scuro (simile al Gun Metal); i primi due colori sono verniciati ad aerografo mentre il verde e il metallo scuro a pennello.

I rinforzi color primer, ad onor del vero, sono forniti anche in decal ma sono spesse e non coprono del tutto il bianco di fondo per cui, alla fine, ho deciso di verniciarli direttamente con il solito mix di vernici proposto dalla Tamiya. Questi colori non nascono per l’utilizzo a pennello ma, parlando per mia esperienza, se diluiti col proprio diluente e applicati bagnati, il risultato non è poi così lontano da una verniciatura realizzata ad aerografo (ovviamente faccio riferimento all’applicazione su piccole aree).

Il condotto del propulsore è ruotato di 45° per realizzare il mio F-35B in decollo corto, e al suo interno ho realizzato un minimo invecchiamento con un lavaggio ad olio (Starship Filth) e della polvere di pastello nera passata lungo le linee di giunzione. Purtroppo, a modello ultimato, non si vedrà granché.

Il terminale snodato del motore Pratt & Whitney F135 è verniciato nel suo colore principale, il Tamiya LP-63 Titanium Gold e, per risaltare il dettaglio meraviglioso delle parti che lo compongono, ho applicato un lavaggio con il grigio medio “Starship Filth” della Abteilung 502. Il washing ad olio mette in risalto le linee di giunzione dei pezzi semicilindrici che passano nel mezzo di molti dettagli; ho preferito non correre il rischio di perderli evitando carteggiature invasive ma, devo dire, a lavoro ultimato le fessure si nascondono bene in mezzo a tutti i particolari che ho aggiunto.

La Tamiya ha realizzato i cavi e le tubazioni principali che si innestano nell’ultima sezione ma ci sono dei cablaggi mobili sul lato destro, che sugli F-35B reali sono fissati su dei punti di appoggio che scorrono con su di una piccola “rotaia”, non riprodotti dalla casa giapponese. Li ho aggiunti ricorrendo ai soliti cavi di stagno della Plus Model da 0.3 e 0.4 mm di spessore, aggiungendo anche dei connettori per le linee idrauliche in resina 3D (della Anyz) e le fascette blu di ritegno fatte con il nastro kabuki.

La scomposizione dello scarico è comoda per verniciare i petali esterni in tre colori differenti; la giunzione è esteticamente perfetta se vista da fuori, mentre dall’interno rimane in vista una sottile linea che passa nel mezzo di alcuni petali in materiale ceramico (bianco).

Queste sono state chiuse e pareggiate con un velo di cianoacrilato, carteggiato a dovere dopo la completa catalizzazione. La corona interna, come detto, è in bianco opaco su cui ho effettuato un lavaggio ad olio; il tutto è stato, infine, sigillato con del Flat Gunze H-20.

Il sistema di puntamento AN/AAQ-37 Electro-Optical Distributed Aperture System (EODAS) è ricco di dettaglio che, per quanto sembri passare inosservato, può essere valorizzato al meglio con tanti piccoli accorgimenti.

Son partito col verniciare una base di nero opaco Tamiya XF-1, poi con un dry-brush ad olio in grigio chiaro ho messo in luce la struttura portante, con il Silver della Vallejo Air ho verniciato la parte anteriore mentre con il Chrome della Molotov le due lenti posteriori.

Per concludere, ho dipinto e caratterizzato gli elementi che sono riuscito ad osservare nelle poche foto reperibili online. Prima di sigillare l’EODAS, ho “brunito” l’interno del trasparente con una passata leggera di Transparent Yellow dell’Alclad diluito all’80% con il Leveling Thinner Mr.Color.

Volendo realizzare il mio F-35B in decollo corto non è stato necessario realizzare i vani armamenti aperti; di conseguenza ho chiuso i portelloni (che si incastrano alla perfezione), ma con un po’ di rammarico sapendo che non avrei potuto mostrare uno dei punti di forza di questo kit. Le weapon bay sono davvero spettacolari…

La fusoliera si compone di diverse sezioni che si incollano senza problemi, ai lati ci sono alcuni punti nei quali dovrete stuccare e carteggiare con attenzione piccole linee di giunzione che passano attraverso i pannelli di materiale radar assorbente, potete osservarle nelle foto che seguono.

Sotto al muso vi segnalo una linea di stampa da eliminare.

Lo spigolo che si forma tra la parte superiore e inferiore del muso va controllato accuratamente, usando anche del primer, perché può nascondere micro-fessure che la verniciatura metterà in luce.

Proseguendo si arriva alle tip alari dove la linea di separazione tra semiala superiore e inferiore passa in mezzo a dei pannelli RAM e va curata con attenzione.

Infine, la parte più delicata da carteggiare e raccordare si trova nella parte terminale della fusoliera in prossimità dello scarico, la vedete nella foto sotto. La zona di manovra è un po’ scomoda e dovrete lavorare con tante parti terminate e già assemblate, ma il risultato vale lo sforzo.

Allo stesso modo, anche la verniciatura del lift fan è tutt’altro che agevole poiché i braccetti neri sono direttamente stampati sulla valva superiore della fusoliera, e tutto intorno bisogna verniciare in bianco.

A seguito di vari tentativi ho deciso di procedere in questo modo:

  • Sono partito col dipingere il bordo e il blocco centrale in Mr.Color C-8 “Silver”.
  • Ho pitturato i braccetti orizzontali a pennello con un nero opaco della Vallejo Air.
  • Ho verniciato la piccola ogiva in Mr.Color 40Th Anniversary “Graphite Black”, un nero che ricorda la finitura del carbonio.
  • Le lamelle della ventola sono in Mr.Color C-159 “Super Silver”.

VERNICIATURA & DECAL:

Verniciare o non verniciare un F-35B e rendere al meglio la verniciatura Have glass: questo è il dilemma! 

Un problema che si protratto per mesi e mesi di mix, esperimenti e proporzioni e che ha trovato una via risolutiva grazie al consiglio di Aurelio Freestyle riportato della discussione “Do you HAVE GLASS?” (che vi ripropongo prontamente qui):

LINK AL TOPIC

 Il grigio principale F.S. 36170 è realizzato utilizzando come base il Mr.Paint MRP-280 “Camouflage Grey” al quale ho aggiunto il  Mr.Color Super Metallic 2 SM204  “Super Stainless 2” e il Mr.Color C125 “Cowling color” nella seguente proporzione:

Mr.Paint MRP-280 Camouflage grey FS.36170 (8 parti) + Mr.Color C125 “Cowling color” (3 parti) + Mr.Color SM204 Super Stainless 2 (6 parti).

 Il ricchissimo foglio decal del kit consente di realizzare i pannelli in RAM utilizzando le decalcomanie appositamente sagomate per la maggior parte dei pannelli ad esclusione delle prese d’aria e della zona motore. Su questo F-35B, complice la scala comoda, ho deciso di mascherare e verniciare tutto; vi segnalo le derive che sono decisamente le parti più complesse da affrontare.

Ecco il risultato una volta terminata la verniciatura:

 Il grigio chiaro per i pannelli RAM è un mix realizzato utilizzando come base il Tamiya LP-14 “IJN Gray (Maizuru Arsenal)” al quale ho aggiunto il Tamiya LP-59 “Nato Brown” e il Mr.Color SM204 “Super Stainless 2” nella seguente proporzione:

Tamiya LP-14 IJN Gray (Maizuru Arsenal) (7 parti) + Tamiya LP-59 Nato brown (2 parti) + Mr.Color SM204 “Super Stainless 2” (5 parti).

 Il risultato è decisamente vicino a quanto avrei voluto ottenere e mi ritengo soddisfatto, di sicuro questa base è ottima per realizzare dei soggetti dalla breve vita operativa. Per realizzare l’esemplare che ho scelto di riprodurre in scala (con numero di carrozzella 32-14 e M.M. 7435) ho utilizzato le decal del kit che, al solito,risultano un po’ rigide e spesse tanto da far intravedere il bordo del film trasparente in controluce.

Per preservare l’effetto dell’Have Glass ho posizionato la maggior parte delle decal senza una base di trasparente lucido, scelta che non rifarei perché in alcuni punti ho osservato del leggero silvering. Vi consiglio di optare per una base di lucido se volete ricorrere alle decalcomanie della Tamiya.  

Per ridurre lo spessore del fil, invece, ho attuato i seguenti step: una volta posizionate tutte le decal e tutti gli stencil, e averli protetti con il trasparente lucido Mr.Color GX100 Super clear III,ho levigato e livellato il trasparente per ridurre lo scalino utilizzando dei tamponi abrasivi con grane sottili (3000/4000 e 5000) bagnando con cura il fondo.

Per preparare le superfici a ricevere i colori ad olio ho scelto il trasparente satinato Mr.Color C181 Semi-gloss super clear.

I lavaggi li ho eseguiti con lo “Starship filth” della Abteilung 502 soltanto nelle pannellature e sulle viti (pochi) per non esasperare l’invecchiamento e rispettare lo stato d’usura che ho potuto visionare dalle foto dell’F-35B reale.  

La finitura finale l’ho ottenuta con il Gunze H20 Flat clear diluito con il  Mr.Hobby Thinner a base di alcool isopropilico. Ho scelto una diluizione molto spinta (in pratica, al 90%) per evitare un di opacizzare del tutto le superfici perdendo i riflessi metallici dell’Have Glass.

DETTAGLI:

Terminata la verniciatura, ho completato e migliorato alcuni dettagli esterni. Sono partito con un piccolo upgrade al portellone della ventola dorsale al quale ho rifatto i ganci di blocco; quelli del kit sono stampati in plastica piena, io le ho ricostruito utilizzando del Plasticard da 0.2mm e un profilato metallico da 0.3 di diametro della Albion Alloy.

Verniciare la cornice interna dei tanti portelloni è stato un lavoro veramente tedioso. A tal proposito ho rimediato barando e creando un mix metallico molto similare con due colori Vallejo, il Silver della serie Air e il nero opaco, che ho applicato a pennello lungo i bordi.

Ho voluto anche riprodurre il rivestimento protettivo esterno dell’EOTS (Electro-Optical Targeting System), il sistema di puntamento dell’F-35A/B/C. Per ottenere l’effetto “iridescente” ho testato e usato con successo una pellicola in vinile trasparente olografico adesivo che ho trovato su Amazon che, di fatto, è prodotto generico per decoupage.

Quando ho ricevuto la white box in anteprima sono andato alla ricerca di qualche aftermarket da aggiungere al progetto e le ruote in resina sono un “must have” che non può mancare mai. Mi sono imbattuto nel set prodotto da Reskit F-35 (A,B) wheels set (1/48), codice RS48-0185.

Il set non nasce per i kit Tamiya e ho dovuto modificare il mozzo in cui si innesta il cerchione ricorrendo ad un pezzo di graffetta metallica.

Come di consueto ho cablato le gambe di forza utilizzando filo di piombo della Plus Models dal diametro 0.2 e 0.3 mm ma su questo modello è stato necessario prima verniciarle ed invecchiarle e solo dopo aggiungere tubicini e cavi elettrici (viceversa sarebbe stato molto difficile mascherare e dipingere a dovere ogni sottoinsieme).

ARMAMENTI

 L’F-35B che ho scelto ha preso parte ad alcune esercitazioni in modalità “beast mode” con gli armamenti installati sui sei piloni sub-alari.  È stato istintivo realizzare il modello con l’armamento che si vede nelle fotografie pubblicate dall’Aeronautica Militare, per cui ho optato per quattro GBU-12 “Paveway II” inerti lasciando, però, vuoti i rail più esterni per gli AIM-9X Sidewinder. Ho utilizzato il set Eduard GBU-12 Paveway II Bombs, codice 64815,5 facendo un piccolo confronto   dimensionale con le GBU-12 fornite dal kit Tamiya.

La lunghezza e la larghezza degli ordigni corrispondo per entrambi i marchi ma le Eduard hanno dettagli più sottili e in scala rispetto alle Tamiya.

Il corpo delle Paveway è l’AK Real colors RC234, FS35109. Ho ricostruito la parte trasparente del rilevatore ottico in sprue trasparente rimodellato sul pezzo in resina e l’ho verniciato in Tamiya X-26, Clear Orange lucido.

I rail esterni da scatola sono stati sostituiti con le copie in resina della Quickboost, prelevati dal set F-35B Lightning II Pylons And Missile Launchers (codice 49103).

PILOTA:

La ciliegina sulla torta che pone la parola fine a questo modello è il pilota, anche lui fornito dalla Tamiya. È verniciato con vinilici Vallejo e la parte superiore del casco, che riproduce la trama del carbonio, è in decal, essendo un po’ rigida dovrete armarvi di pazienza e di tanto Mark Fit Super Strong per farla aderire gradualmente e con pressione costante.

Non mi reputo un figurinista e il mio obiettivo, quando si tratta di miniature, è distinguere al meglio possibile i volumi con le rispettive luci e ombre per far in modo di rendere ben visibile il soggetto all’interno del cockpit. 

CONCLUSIONI:

Non sono mai stato un fan dell’F-35 Lightning II in ogni sua versione e credo che tanti di noi non ne siano mai stati attratti. Ma sono certo di una cosa: grazie a questo kit sono diventato sempre più fan di Tamiya e della sua nuova generazione di stampi che consentono di realizzare dei piccoli capolavori con il minimo sforzo e il massimo divertimento. W TAMIYA!

Buon modellismo a tutti, Mattia “Pankit” Pancotti.

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