Madd 22 ha scritto: 24 novembre 2022, 15:25
Ciao Dario8
Verniciatura e whetering impeccabili, come al solito.
Però non ho ben capito come fai ad ottenere cosi tante sfumature di colore sia su dark gull che sul OB. Dalle foto ho notato che hai fatto un rev preshading sul grigio, senza aggiungere spot o zone con altri xolori per creare differenti tonalità.
Quindi come fai ad ottere l'effetto? Anche sul olive drab, non hai fatto anche un post shading?
Spiegaci un po' i passaggi.
Ovviamente l'effetto "tape" ti è venuto benissimo.
Ah si, che prodotti hai usato della VMS?
Attendo aggiornamenti,
Saluti
Ciao Luca,
cavolo… rileggendo il post mi sono accorto solo ora che non ti avevo mai risposto

anche se con leggerissimo ritardo (diciamo solo un annetto…), provo a spiegarti meglio il procedimento che ho usato.
Come ottengo le sfumature (OD, Dark Gull Gray, ecc.)
Il punto di partenza è il colore di base sotto.
In questo modello ho lavorato su una base metallizzata lacquer (alluminio), che ha una caratteristica importante:
tende a rendere i colori sovrastanti – in particolare l’Olive Drab – più “vivi” e variabili già nei primi strati.
Prima fase – stesura iniziale
• Spruzzo OD molto diluito su tutto il modello, con strati leggeri e uniformi.
• Nei primi passaggi il colore resta trasparente, e il fondo metallico influenza molto la tonalità.
• Mano a mano che aggiungi strati, l’OD si scurisce progressivamente fino ad arrivare al colore finale (che sia un tuo mix o uno pronto).
Qui sta il trucco principale:
— uso un solo OD, ma gioco sulla copertura, non su mille miscele.
A questo punto:
• alcune zone restano più chiare (meno copertura),
• altre più scure (più passate),
creando già una modulazione luce/ombra senza pre- o post-shading classico.
Seconda fase – modulazione “a umido”
Dopo aver lasciato asciugare tutto una notte circa, passo alla fase successiva:
• Riapplico uno strato molto diluito di OD:
• a volte lo stesso OD di base,
• a volte leggermente “scaldato” con una punta di ruggine o arancio, giusto per variare la tonalità.
• Dopo pochi minuti (quando il colore è ancora lavorabile), intervengo con:
• cotton fioc
• pennello
• oppure un panno
leggermente inumiditi d’acqua
Con questo:
• tiro il colore appena applicato,
• lo sfumo sullo strato sottostante,
• creando variazioni di saturazione e tonalità molto naturali.
È fondamentale non esagerare:
• troppa acqua o troppe passate nello stesso punto possono arrivare a intaccare gli strati sotto.
Ma non è necessariamente un difetto:
• può creare zone più desaturate e consumate,
• e in ogni caso si ripara facilmente con una nuova passata di OD.
Il vantaggio degli acrilici è proprio questo:
non “strappano” la vernice, la diluiscono, quindi non creano scalini evidenti tra gli strati.
—-Volendo, puoi anche spruzzare direttamente acqua con l’aerografo per desaturare o “consumare” alcune zone:
l’ho fatto più volte con risultati molto credibili.
È una tecnica rischiosa?
Sulla carta sì… nella pratica no.
Dopo un paio di prove diventa:
• abbastanza semplice,
• a basso rischio,
• e soprattutto molto versatile, perché il risultato cambia in base a:
• dimensione della superficie trattate
• strumento usato (cotton fioc, pennello, panno),
• quantità d’acqua.
Per chiudere:
Sul secondo P-38, finito qualche mese fa (che devo ancora fotografare), ho usato un approccio più convenzionale, senza fondo metallico, ma il concetto resta lo stesso:
giocare su trasparenze, copertura e modulazione, più che su mille colori diversi.
Spero di averti chiarito un po’ meglio la tecnica.
Se invece ho confuso a te e tutti ancora di più…

dimmelo senza problemi.
Auguri di buon anno e alla prossima,
Dario