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Kit Review – Hasegawa 1/48 – Canadair Sabre Mk.5 “Frecce Tricolori”.

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Il Canadair Sabre Mk.5  Frecce Tricolori, edito dalla giapponese Hasegawa è a mio avviso un kit molto interessante, sia per il fatto che possiamo omaggiare la nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale con un bel modello da mettere in vetrina, sia perchè grazie a questa scatola, aggiungendo delle belle decal aftermarket possiamo realizzare i “nostri” Sabre senza dover lavorare con kit di conversione o magari impazzendo in “scratch” come faccio spesso io….

L’uovo del Drago di Shivan si è aperto. Dragon Painting Tutorial.

Il drago è una creatura mitico-leggendaria dai tratti solitamente serpentini o comunque affini ai rettili, ed è presente nell’immaginario collettivo di molte culture come essere sia malefico sia benefico.

Usare effetti da Cinema per migliorare le foto dei vostri modelli.

Questo articolo non è decisamente in linea con quelli che scrivo di solito. Potrebbe essere considerato anche offt-opic. Visto che dopo aver lavorato a lungo su un modello, una grande  fetta di felicità è anche gustata nel mostrarlo, può essere utile sapere come abbellirlo, così ho deciso di creare una semplice guida per farvi vedere come migliorare le foto dei vostri modelli (usando effetti da Cinema!).

Highlighting and Shadowing miniatures – Modelingtime.com video tutorial.

Si sa, una foto è meglio di mille parole……e un video è meglio di mille foto!!!

Highlighting and Shadowing miniaturesHighlighting and Shadowing miniatures

Questa si può considerare una beta version di quello che Modeling Time e i suoi autori, hanno intenzione di aggiungere ai propri articoli quando possibile. Questo è il primo video ufficiale di Modeling Time.

La tecnica devo essere sincera…non è proprio una tecnica…ma è un modo rapido per ombreggiare e lumeggiare un figurino o miniatura. Sarebbe interessante vedere che tecniche utilizzate voi. Prendetela come un’anticipazione….una BETA release di quello che cercheremo di fare al più presto.

Chiunque voglia partecipare a modelingtime.com tramite i propri video, può farlo segnalandoceli sul forum.

mi raccomando fatemi sapere che ne pensate dell’iniziativa, e se volete, iscrivetevi al nostro gruppo ufficiale di youtube

ciao e buona visione!(e ascolto)

Simmons

Panzerjäger! – Henschel HS.129 B-2 dal kit Hasegawa in scala 1/48.

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Quando si parla di Luftwaffe, I primi velivoli che saltano subito alla mente sono di sicuro i vari Me.109 e Fw.190. Ma se si allarga un poco la panoramica sulla grande varietà di macchine impiegate dall’aviazione tedesca durante l’ultimo conflitto mondiale, si scoprono tantissimi soggetti interessanti: uno di questi è proprio l’Henschel HS.129 Panzejäger, oggetto di questo mio articolo.

Lotrmaster is Back! Legolas Video Tutorial.

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Dopo mesi di attesa, il nostro amico olandese Lotrmaster è tornato alla grande!

In questo video possiamo imparare passo passo come dipingere la miniatura di Legolas.

Kit Review – Eduard Mirage 2000 D/N in scala 1/48 e cockpit set Renaissance Model.

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Kit Eduard:

Non ho avuto mai una particolare simpatia per i velivoli dell’Aeronautica Francese, ma non potevo perdermi una delle diverse scatole edite dall’Eduard dedicate ad alcune versioni del Mirage.  La mia attenzione è caduta su la versione biposto del Mirage 2000, per la precisione il D/N corrispondente al numero di catalogo 1123.  A prima vista si ha subito l’impressione che lo stampo sia il vecchio Heller inscatolato Eduard, dubbio immediatamente confermato dopo una breve ricerca in Internet. Il kit si compone da tre stampate di plastica grigia e una per le parti trasparenti: la plastica sembra buona, forse un po’ vetrosa, e le pannellature in un discreto negativo decisamente povero di rivetti.  Da alcune prove a secco eseguite sugli elementi principali ho notato che gli incastri non sono molto precisi e lasciano facilmente delle profonde fessure – ci sarà da lavorare non poco con stucco e carta abrasiva, per far combaciare al meglio le due semi fusoliere e la grande ala a delta del caccia Dassault.

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Purtroppo il cockpit è davvero povero di dettagli, ed è composto dalla vasca, i due cruscotti frontali e due seggiolini discreti… tutto da buttare via senza indugi se si vuole ottenere un buon modello. Per cercare di ovviare a questa lacuna, la Eduard (come consuetudine per i suoi ultimi kit) fornisce anche una lastrina di fotoincisioni pre colorate (non sono un amante di questo tipo di accessori), con cui realizzare le consolle laterali, i pannelli strumenti, e alcuni particolari dell’abitacolo.

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Molto buoni al contrario le validissime alternative in resina ai due Martin Baker Mk.10 originali in plastica: questi sono perfettamente stampati e ricchi di dettagli, basterà aggiungere le cinture di sicurezza per completarli ottimamente. Apprezzabile la scelta della ditta ceca, di dotare la scatola di mascherine adesive “Xpress Mask” per i carrelli e tutte le parti trasparenti.

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A corredo del kit c’è anche un ricco foglio decal che propone ben quattro esemplari: tre nella consueta mimetica grigio/verde (tra cui anche una con un’aggressiva bocca di squalo sul muso), mentre la quarta possibilità riguarda un velivolo in livrea desertica – tutti con le coccarde francesi.

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I fogli d’istruzione (due, uno per il montaggio e l’altro per riprodurre le mimetiche stampato a colori) sono molto chiari e con riferimenti dei colori anche per i comuni Gunze. In conclusione, credo che sia un modello onesto, senza troppe pretese, una buona base di partenza per i cultori del super dettaglio, ma anche per una semplice riproduzione da scatola. In entrambi i casi, credo che con un po’ d’impegno si possa ricavarne un ottimo modello. Purtroppo però, il suo reperimento sta diventando sempre più difficile a causa della cessata produzione della Eduard.

Per chi fosse interessato, io sono riuscito ad acquistarlo su internet all’indirizzo  www.kits-discount.com; Spero che ne abbiano ancora una discreta scorta!

Cockpit Renaissance Model:

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Per ovviare alle disastrose mancanze del kit nell’abitacolo, ho trovato per caso in Internet questa ditta francese a me sconosciuta: la Renaissance Model. Nel suo catalogo ci sono svariati set molto interessanti, tra cui alcuni dedicati proprio al Mirage 2000. Il set del cockpit (numero 48036) comprende: la vasca, due seggiolini e una stampata con la cloche, maniglie di espulsione e alcuni leveraggi. La qualità dello stampo è buona, pulito e, a prima vista, anche facile da inserire all’interno della sua sede. Le consolle laterali e i cruscotti sono completamente “lisci”, ed andranno particolareggiati con la strumentazione riprodotta in fotoincisione (scelta, un po’ fuori dal comune,  che sottolinea il carattere estremamente artigianale di quest’ update set).

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Nella lastrina d’ottone troviamo anche una serie di ganci, gancetti e specchietti che saranno utili per dettagliare i due tettucci. Le istruzioni sono la nota dolente del prodotto Renaissance, esse sono stampate a colori su due fogli formato A4 che non è il massimo della chiarezza; Per non fare errori sarà indispensabile munirsi di una ricca documentazione.

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In conclusione posso dire che il set è l’unica valida scelta all’inesistente abitacolo del kit, ma lo scotto da pagare è un sicuro montaggio complesso e non proprio facile da gestire. Ci sono molte parti piccole da impiegare ed una scomposizione dei pezzi foto incisi non molto pratica. Il mio consiglio e di fare un giusto mix con le fotoincisioni del set e quelle offerte dall’Eduard scatola di montaggio del nostro Mirage per ottenere un giusto compromesso. Per chi fosse interessato può visitare direttamente  il sito della ditta francese www.renaissance-models.com.

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Un saluto a tutti gli amici modellisti e non mi rimane che augurarvi buon lavoro ed un felice anno nuovo.

Fabrizio Bernarducci.

F16-A Plus “Fighting Falcon” – dal kit Hasegawa in scala 1/72.

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Ritorno a scrivere dopo un paio di mesi dal mio ultimo articolo e stavolta vorrei presentare la mia ultima creazione… L’F16-A Plus Fighting Falcon o come i piloti lo chiamano, il “Viper”. Questa piccola vipera sarà  il mio ultimo modello in 1/72, almeno per il momento in quanto sto già lavorando sul mio primo jet in 1/48 e già mi sono affezionato a questa scala. Credo che ormai tutti voi appassionati conoscete bene la storia e le mansioni di questo aereo che ormai è diventato un classico del modellismo…e quindi parto direttamente con le cronache della costruzione che è il motivo per cui state leggendo…

Questo modello l’ho realizzato completamente da scatola ad eccezione del sedile eiettabile che nel vero Viper è un Aces II e che qui viene rappresentato da un bel Pavla in resina. E’ il primo pezzo in resina che monto su un mio kit dato che sono un amante delle migliorie fatte in scratch ma stavolta ho iniziato a convertirmi…

Come al solito si inizia dall’abitacolo che da tradizione Hasegawa è scarno e i pannelli degli strumenti sono rappresentari da decal, quindi con pochi minuti si monta, non è affatto un granchè ma se si vuole realizzare un modello da scatola ci si deve accontentare e così ho fatto. Ho vivacizzato quello che potevo con un bel lavaggio ad olio in grigio payne misto a nero al 50% mentre la tinta di base è il grigio Molak 14. (FS 36270)…

Il montaggio procede in un soffio, fusoliera ed ali vengono insieme come mai mi sarei aspettato,  l’unico problema è la presa d’aria ventrale che non avendo punti di riscontro fa penare un bel po’. Necessita infatti di una sana (mica tanto) stuccatura con conseguente carteggiatura e reincisione delle pannellature.

Essendo una scatola datata 1992, non c’è da aspettarsi la perfezione e se volete un consiglio provate a montare il cono di scarico con un po’ di colla vinilica, carteggiate gli scalini tra la fusoliera e il suddetto cono. Poi smontatelo e verniciatelo a parte. Dato che ci siete fate anche un bel dry brush ai petali. Io l’ho fatto con dell’acrilico X11 Tamiya, non vi troverete così a farlo con l’aereo verniciato e nella fase più delicata di tutto il montaggio…come purtroppo ho dovuto fare io. Un altro pezzo dell’aereo che non mi è piaciuto è la piccola porzione di plexiglas che si unisce con il grosso parabrezza, è molto più larga della base su cui andrà a poggiare ma una volta messo il tettuccio sarà una cosa che non noterà nessuno…tra qualche tempo me ne dimenticherò anch’io!

Sebbene sia ben proporzionato e dall’aspetto snello e realistico come non succede spesso in scala 1/72, una volta finito ed appoggiato sulle sue gambe vi accorgerete che siede un po troppo in stile F-8 Crusader, quindi vi consiglio anche di limare un po’ il carrello anteriore e anche di togliere dal suo portello i punti di riscontro o meglio gli attacchi che lo uniranno al pozzetto perchè non combaciano bene lasciandolo un po’ storto…almeno di questo me ne sono accorto prima!!!

Passando alla verniciatura che come ripeto in ogni articolo è la parte che mi diverte di più, c’è da stare attenti a come si maschera il confine tra la zona in grigio e quella in grigio scuro. La prima versione, come ad esempio il mio F16-A, che operava nell’83 ad Hahn in Germania dell’ovest si differenzia dagli “esemplari di vipera” più moderni che cambiano di tonalità ai tre quarti del tettuccio. Il grigio negli “A” diventa più scuro alle spalle dell’abitacolo ed  in rete potete anche trovare degli esemplari danesi di F16-A nuovi di zecca e scintillanti con le walkways belle limpide con questa colorazione piuttosto vintage…

Per iniziare la colorazione ho steso il mio primer di fiducia il Grigio Molak M14 (fs 36270) sopra il quale ho spruzzato un consistente pre-shading in nero lucido. Avendo deciso di realizzare il modello molto consumato non ho usato due differenti tonalità per il muso e per il ventre dell’aereo che era previsto in Light Grey. Ho così uniformato il tutto ancora con la tinta grigia Molak M14, che andrà a tingere appunto il muso, la parte inferiore del Falcon ed anche la sua profilata deriva. Il cono del radar andrà dipinto in quello che io ho interpretato come dark sea grey, in questo caso un molak, mentre la tinta scura sul dorso dell’aereo è il Tamiya dark grey fs 36173.

Per quello che concerne l’invecchiamento o meglio la totale distruzione della vernice del mio F16 ho effettuato un lavaggio ad olio in bruno van dyck misto a nero al 50%, diluito in acqua ragia che ho tirato via lasciando un bell’alone. Ho stemperato il velo di zozzeria con un bel post shading con i colori di base desaturati… non è stata un operazione semplice e ho dovuto fare numerosi tentativi essendo per me una novità. Le linee dei pannelli sono state fatte con lo stesso mix di tempere ad olio diluite nell’immancabile acqua ragia ma con un lavaggio più preciso nelle linee. In seguito ho lucidato con trasparente acrilico Gunze allungato con il suo diluente specifico sul quale sono state appoggiate le decal Hasegawa che oltre a determinare un silvering consistente sono spesse e fanno un discreto scalino. Sopra alle decal e a tutto il modello ho passato un’altra mano di lucido che ho poi spento con il trasparente opaco Gunze diluito nel suo specifico ed ottimo diluente. I trasparenti Gunze li consiglio vivamente rendono una finitura da favola al vostro modello. No ragazzi, la Gunze non mi sponsorizza è pubblicità gratuita eheheh….

Per la prima volta ho usato per rifinire i plexiglas la miracolosa cera Future, che veramente ha proprietà magiche nel togliere rigature, ditate ed imperfezioni dai trasparenti…come mi è stato insegnato dal buon Valerio (Starfighter84). Basta immergere il tettuccio nella cera e poggiarlo su uno scottex per farlo scolare. Dopo un quarto d’ora avrete il canopy dei vostri sogni. Lucido, perfettamente trasparente, con dei riflessi da rimanere a bocca aperta e….dall’ottimo profumo di pesca! Non si finisce mai di imparare nel mondo del modellismo!!!

Per quello che riguarda i carichi subalari ho deciso di montare solo i 2 serbatoi ausiliari lasciando nello shelter il serbatoio ventrale, le cluster bombs e i 4 missili sidewinder Aim-9l e Aim-9j, nonostante avessi lavorato tutte le parti. Non ho voluto riempire il modello di armi per non appesantirne la linea molto piacevole che la General Dynamics ci regalò tanti anni fa!

Il montaggio delle gambe di forza dei carrelli procede abbastanza speditamente anche se non è poi così facile, qui ho avuto un piccolo inconveniente in quanto il tubetto di colla mi è scivolato di mano staccando uno dei due serbatoi ausiliari. Le ruote vanno colorate naturalmente in nero sfumando come meglio si crede ed a piacimento facendo solo attenzione a verniciare in nero i cerchioni delle ruote posteriori, in alcune serie del Fighting Falcon sono state fatte così! Comunque non è un problema perchè anche nelle istruzioni viene specificato di farli neri. Il dettaglio dei vani carrelli è buono, nei limiti della scala, ed il tutto va dipinto in bianco opaco come la parte interna dei portelli. Ho reso vivo e tridimensionale  il tutto con una passata di olio diluito in acqua ragia. In questo caso color Bruno Van Dyck….

Beh ecco tutto, se volete divertirvi a fare un classico dell’aviazione moderna l’F16 è quello che fa per voi, qui sotto includo alcune foto delle fasi del montaggio, spero che il modello vi piaccia e come al solito se avete qualche appunto fatelo pure. Le critiche costruttive sono un bagaglio non indifferente per un modellista che vuole migliorare la sua tecnica!!!

Prima fase: il montaggio, da notare la perfezione degli incastri e la poca luce che c’è tra ali e fusoliera…

Secondo passo…la verniciatura che lascia trasparire il pre shading….

La parte inferiore dell’aereo verniciata…

Modello “post shadizzato”, lavato con gli oli e decal posizionate. In attesa di ricevere gli ultimi due strati di trasparente, uno lucido ed uno opaco per la rifinitura…

L’aereo terminato, in questa foto si può apprezzare i miracoli fatti dalla cera future sul canopy!!

Ecco qui, nonostante sia un velivolo che non amo molto l’F16, in quanto per me è troppo moderno…l’ho portato al termine.  Quasi un paio di mesi di lavoro ed ora il Viper, come adoro chiamarlo fa bella mostra di se al fianco degli altri miei caccia!

A presto, Mauro “CoB” Balboni…..

Scuola guida per Spilloni – TF-104 G dal kit Hasegawa in scala 1/48.

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Introduzione:

La versione da addestramento del nostro compianto F-104 è stata da sempre trascurata. Fino a pochi anni addietro, l’unica possibilità di realizzare questa versione era delegata all’utilizzo di conversioni in resina non alla portata di tutti. Si dovevano affrontare molte operazioni di ”taglio e cucito” non sempre facili da realizzare, e dal risultato estetico non sempre accettabile. L’uscita del kit Hasegawa atteso da molto tempo, ha colmato questa mancanza, ma soprattutto è stata accolta con grande piacere dai tanti modellisti “italianofili”. Potevo farmi sfuggire l’occasione di aggiungerlo in vetrina?

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Il Modello:

Aprendo la scatola potreste essere colti da un’improvvisa ed irrefrenabile voglia di montarlo subito. La qualità dello stampo non delude le aspettative, le pannellature sono in fine negativo, ed il dettaglio è ben curato sia all’esterno, sia all’interno. A farci tornare con i piedi per terra ci pensano, però, quella moltitudine esagerata di rivetti che i tecnici giapponesi hanno posizionato anche in zone dove questi ultimi non sono mai esistiti! Esistono svariate leggende metropolitane che raccontano di modellisti impazziti sorpresi a contare ognuno di essi… o anche di appassionati che, armati di pennellino ed una betoniera di stucco, li hanno carteggiati ed eliminati. Premettendo che io non rientro in nessuna delle citate categorie (ci tengo al mio sistema nervoso!), ho deciso di lasciare le rivettature al loro posto e godermi senza tanti problemi il montaggio. Spero che nessuno me ne voglia per la mia decisione.

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La costruzione:

Ho già sottolineato come la ditta Jap (stranamente) abbia riposto particolari attenzioni nella creazione del cockpit, per cui potrebbe andar bene anche così come ce lo propongono. Nel mio caso, come al solito, sono stato colto dalla solita crisi da shopping modellistico, mi sono aggiudicato il bellissimo set dell’Aires (numero 4325) per il cockpit… però non dite niente a mia moglie altrimenti mi caccia di casa! Gli stampi Aires sono così ben dettagliati e curati che basterà una buona colorazione ed invecchiamento mirato per riuscire a realizzare un’ottima cabina di pilotaggio. La nota dolente arriva quando bisognerà inserire l’intero abitacolo all’interno della fusoliera, perché sarà necessario un lungo e attento lavoro di lisciatura ed adattamento dei vari pezzi. Così, armato di una fresina e carta abrasiva, ho iniziato ad assottigliare le pareti interne delle due semi fusoliere, facendo attenzione però a non “sfondare” creando dei buchi davvero difficili da recuperare. Il consiglio che vi do per evitare problemi, è di controllare ogni tanto il pezzo in controluce per rendersi conto quanto materiale è ancora asportabile. Una volta preparata la sede ho inserito inserire il cockpit eseguendo molte prove a per controllare l’esatto allineamento.

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Detto questo, ho verniciato tutto il “pilot’s office” in Grey FS 36375, ad eccezione delle consolle laterali e dei quadranti degli strumenti in nero opaco. Tutti i particolati sono stati evidenziati con un dry brush in grigio più scuro che mi ha permesso di far “emergere”  i vari bottoncini e pulsantiere che fanno del set Aires una vera chicca. I seggiolini, completati preventivamente con le cinture di sicurezza fornite in fotoincisione, hanno la struttura ed il poggiatesta in nero opaco, il cuscino in Olive Drab FS 34087 ed il porta paracadute (che poi è anche il pezzo dietro alle spalle del pilota) in Dark Green Gunze H-64.

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A questo punto ho potuto chiudere le due semi fusoliere cercando di essere il più preciso possibile per facilitare la fase di stuccatura della linea di giunzione longitudinale. Il cono del radome è diviso in due parti (chissà perché poi?), ma si adatta abbastanza bene al muso e non richiede particolari interventi; stesso discorso vale per le semi ali (e anche qui centinaia di rivetti che non c’entrano nulla!!). I serbatoi supplementari rispecchiano in pieno la filosofia di scomposizione degli stampi che l’Hasegawa ha sempre seguito: sono divisa in ben 4 parti, con il corpo centrale separato dal terminale delle alette stabilizzatrici. E’ stata una bella faticaccia cercare di allineare correttamente i componenti e nello stesso tempo limitare l’uso dello stucco per non rovinare le bellissime pannellature. Se avete a casa un vecchio kit della Century Series della Monogram, date retta a me… cannibalizzate i serbatoi e risparmiatevi una marea di imprecazioni.

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I piani di coda ho preferito non inserirli, ed incollarli a verniciatura ultimata per lavorare con più tranquillità. Prima di procedere con il resto del montaggio, ho immediatamente posto gli aerofreni in posizione rigorosamente chiusa (non esistono fotografie di F-104 con deflettori aperti a terra, tranne in caso di manutenzione). Prima di mettere mano all’aerografo ho l’abitudine di pulire bene il modello con dell’alcol etilico, quello rosa per intenderci. Finalmente sono passato alla verniciatura, e la prima operazione è stata spruzzare una mano di fondo che avrà la funzione di agire come aggrappante per la successiva colorazione ed evidenziere eventuali errori o stuccature non proprio perfette. Come primer di solito utilizzo dei comunissimi colori acrilici Tamiya che a mio a viso sono ottimi e molto coprenti (per l’occasione ho utilizzato un Bianco Opaco).

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A questo punto il Cacciatore di Stelle è pronto per ricevere la sua livrea.

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Le verniciatura:

Questa fase è sicuramente la più divertente ma anche la più difficile. Bisognerà fare molta attenzione altrimenti si rischia di vanificare tutti i nostri sforzi fatti fino ad ora. L’esemplare che ho scelto di realizzare è il 4-39 (Matricola Militare 54257) del 4° Stormo – 20° Gruppo di base a Grossetto con la vecchia colorazione a due toni grigio e verde denominata Standard NATO. Ho iniziato con la zona inferiore in Alluminio che ho riprodotto utilizzando  il Tamiya  H 8: una volta asciutto (essendo un colore acrilico impiega davvero pochi minuti) , ho praticato un primo lavaggio ad olio abbastanza pesante con il Terra di Cassel che ho portato via utilizzando un panno in microfibra. L’operazione successiva sarà quella di ripassare tutta la zona inferiore appena “ripassata” ad olio con lo stesso H-8, ma schiarito con del grigio chiaro e spruzzato a partire dal centro dei pannelli per poi arrivare verso l’esterno in modo da creare un’ombra lungo la linea di pannellatura, e da dare un senso di tridimensionalità alla superficie.

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Passo seguente è stato eseguire un nuovo lavaggio ad olio ma questa volta più selettivo che interesserà soltanto la linea dell’incisione: vedrete che l’ombra si accentuerà e proprio lì i interverrà per attenuare il contrasto con lo stesso colore precedentemente utilizzato, ma ancora più  schiarito e ulteriormente diluito. A questo punto, dopo aver accuratamente mascherato le superfici inferiori, ho iniziato a “trattare” la parte superiore. Per quest’ultima ho utilizzato il  Grigio H-69 Gunze (FS esatto 36132)  ed il Verde H–309 Gunze (FS esatto 34086). Il procedimento di weathering è il medesimo usato per l’Alluminio, ma sono partito desaturando prima il grigio (nel quale ho aggiunto varie gocce di bianco) per poi passare al  verde (allungato invece con del grigio chiaro). Prima di iniziare a posizionare le decal ho lasciato riposare e asciugare perfettamente i colori per almeno ventiquattro ore…. Meglio non rischiare con il modello giunto a questa avanzata fase di lavorazione!

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Il posizionamento delle decal:

Ho preparato la superficie per il posizionamento delle decal con alcune passate leggere della famosa cera Future. In proposito vorrei dare alcune dritte onde evitare la spiacevole sorpresa che mi è accaduta su un precedente modello: questa cera per quanto miracolosa è altrettanto perfida se non la si utilizza con attenzione. Bisogna effettuare più di una mano leggera ma fate attenzione a non esagerare! La Future ha il pregio ed il difetto di essere autolivellante perciò se si stendono parecchie mani successive,  il rischio di “chiudere” tutte le pannellature e non dargli più quel senso di profondità è sempre in agguato. Quindi mi raccomando: più passate ma estremamente leggere. Dopo aver atteso la completa asciugatura del lucido, è iniziato il posizionamento delle insegne: per quest’ultime mi sono servito di  un mix di fogli della Tauromodel (per le coccarde n°48506 ed i numeri di carrozzella n°48505),  il foglio del kit (per lo stemma in coda), ed alcune scritte di servizio provenienti dal foglio Sky Model n°48031 interamente dedicato ai ‘104 Italiani.

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Per quanto concerne lo stemma di reparto è risaputo che le decalcomanie prodotte dall’Hasegawa sono molto spesse e poco adattabili alle superfici del modello. Ma per ovviare ai soliti problemi di silvering vorrei citare alcune mie accortezze:  passo con molta leggerezza, un po’ di carta abrasiva finissima (più è sottile e meglio è) direttamente sulla decal ancora posizionata sul suo supporto cercando di assottigliare i bordi del film…. non calcate troppo la mano altrimenti potreste cancellare tutto. Per imprimergli un effetto “pianted on” utilizzo il liquido Mr. Mark Softer della Gunze che, essendo più aggressivo rispetto ai liquidi Microscale, garantisce un risultato ottimale.

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Conclusione:

Posso dire onestamente che montare questo modello non è stato particolarmente difficoltoso, e l’unica fatica da affrontare è quella di adattare il cockpit dell’Aires all’interno dello stampo. Inoltre, fate sempre attenzione al montaggio di tutte le varie parti esterne, visto la caratteristica scomposizione come al solito un po’ troppo macchinosa. In ogni caso ne è valsa la pena: il ‘104 è stato, e sarà per sempre un mito che occuperà un posto speciale nel cuore di tutti noi appassionati. Buon modellismo a tutti! Fabrizio Bernarducci.

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Guerrieri Scheletri dei Conti Vampiro:costruzione, pittura e diorama.

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Quella che sto per presentarvi, è una delle scatole di miniature più belle che abbia mai affrontato, forse la più bella. La possibilità di personalizzare e scegliere ogni singolo pezzo per quanto riguarda scelta del pezzo tra le disponibili, angolazione possibile, e possibili modifiche, rendono questa scatola unica. E’ talmente personalizzabile che se ne potrebbero comprare a decine e verrebbero tutte diverse.

La qualità degli stampi è altissima. Decine di volte superiore agli stampi del Signore degli Anelli sempre della GamesWorkshop. I particolari anche più minuziosi sono esaltati e perfettamente formati. Un accanito pittore potrebbe tirare fuori dei veri capolavori da queste miniature!! Io nel mio piccolo sono pienamente soddisfatto e penso di aver fatto un buon lavoro.

Costruzione:

La scatola da la possibilità di creare 10 miniature (e mai come in questa scatola parola potrebbe essere più adeguata!!), ma come detto prima prendendo più scatole uguali, si potrebbero creare decine di varianti con tutti i pezzi che avanzano.

La costruzione come dicevo prima è la parte divertente e che da la maggiore possibilità di personalizzazione. Avrete la possibilità di scegliere tra tantissime teste diverse, braccia con spade, lance e scudi di diverso tipo, sia per il braccio destro che per il sinistro. Nella scatola è compreso uno stendardo che volendo potrete dipingere con un vostro logo….io per ora ho deciso di colorarlo e basta…

cominciamo…

si inizia per renderci conto di come iniziare, con staccare tutti i pezzi….pulirli e iniziare a decidere come fare le 10 miniature. Io ho optato per i pezzi più scenici…ma volendo avrei potuto fare miniature molto più semplici.

Ogni miniatura (scheletro) è divisa in 5 pezzi: gambe(pezzo unico), busto, braccia(separate) e testa. Altra cosa da notare è la possibilità di aggiungere o no diversi tipi di scudo,il che, volendo aggiungerlo a tutte, rende le miniature di 6 pezzi l’una.

Mentre per altre miniature ho optato per l’unione dei pezzi con la green stuff, qui per forza di cose, ho dovuto comprare una colla per plastica da modellismo (per la cronaca Tamiya CEMENT for plastic modeling. Ottima!). Tutti i pezzi sono incollati tra loro attraverso superfici davvero piccole e quindi la perfetta adesione tra le parti è davvero importante. Non ho avuto particolari difficoltà per costruirli perchè i pezzi già di per se sono ottimamente rifiniti e non ho scartavetrato e tagliuzzato molto.

La stessa basetta non ha fori ne altro, quindi dovrete incollare i piedi direttamente sulla plastica nera.

Un errore che ho commesso da bravo principiante, è stato costruirli totalmente subito. Durante la pittura ho faticato molto per cercare di dipingere certe parti dietro lo scudo!!

Lasciati asciugare per un giorno si può passare alla fase successiva.

Pittura:

Come al solito una bella base di nero (o chaos black per i più appassionati) è d’obbligo, anche se ho letto che alcuni iniziano direttamente con il marrone.

Anche se degli scheletri generalmente sono “bianchi”, per quanto riguarda  la pittura, ho notato che può essere affrontata diversamente da pittore a pittore a secconda dei propri gusti e seppur le miniature sono degne di tale nome, hanno superfici abbastanza larghe da poter sbizzarrirsi con blending, sfumature e lumeggiature.

Per le ossa ho cominciato dal nero per schiarire sempre di più.

Nero->Marrone scuro->marrone chiaro->Bleached Bones-> skull white.

a ogni passaggio ho dimuito l’area coperta per lasciare nei solchi e nelle fessure i colori precedenti.

Volendo si può anche al passaggio tra bleached bones e skull white fare una lavatura con un inchiostro marrone. Insomma più sporcate meglio è!!

Scheletri conti Vampiro WarhammerScheletri conti Vampiro Warhammer
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Per le vesti ho optato per una sfumatura dal viola al rosso(vallejo blue violet 70811, vallejo scar red 72012). Per farla ho iniziato con un colore, mischiato in parti uguali con un altro  e finito con l’ultimo. Cioè: prima ho messo il rosso, poi dall’altra parte ho messo il viola….poi al centro ho messo il colore mischiato…. e diluendolo molto ho fatto in modo che il passaggio tra un colore e l’altro risultasse sfumato.

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Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer

Per enfatizzare di più la sfumatura ho ritoccato con il vallejo violet 70960 le parti più scure (sopra le parti blue violet). Avrei potuto anche illuminare di più le parti finali più esposte con il rosso…ma ho preferito lasciare così.

Scheletri conti Vampiro Warhammer

Per le armature e i metalli ho utilizzato due colori principali: il vallejo gunmetal metal 72054, e il games workshop mithril silver 61-50. Certe armature le ho trattate anche con vallejo bright bronze 72057 e certi particolari con vallejo polished gold 72055.
Il Musico non morto (la miniatura più difficile da dipingere del set…se come me si costruisce tutto all’inizio, ha ricevuto parecchi ritocchi per invecchiare il metallo dello strumento. Molto utile è stata la tecnica del Dry Brush e l’uso di inchiostri.

Scheletri conti Vampiro Warhammer

Le aste, il cuoio  e le parti in legno le ho dipinte con vallejo german cam.black brown 70822(un marrone molto scuro e davvero bello), e lumeggiate con vallejo beasty brown 72043.

Scheletri conti Vampiro Warhammer

I tocchi finali sono sempre quelli che danno vita alla miniatura….anche se in questo caso la frase non risulta molto adatta!!! L’inchiostro nero passato sullo scheletro mette in evidenza tutte le ombre e sottolineando la sua tridimensionalità, altri inchiostri possono essere utilizzati per sporcare o evidenziare altri particolari. Sul WHITE DWARF dedicato ai Conti Vampiro numero: 109 marzo 2008 a pagina 33 suggeriscono di utilizzare un inchiostro verde per fare l’effetto verde rame. Ho provato ma il risultato non si nota molto.

Galleria dei non morti:

Non morti conti vampiro
Non morti conti vampiro
Non morti conti vampiro
Non morti conti vampiro

Diorama:

Per dare giusto rilievo a questi non morti ho creato un piccolo diorama che potrebbe rappresentare l’uscita di un cimitero…o chessò…l’uscita da un cortile.. comunque.

occorrente:

  1. Pezzo li legno per la base
  2. sabbia
  3. flock
  4. balsa
  5. colori
  6. vinavil

Lo steccato è fatto di balsa tagliata per formare delle piccole assi. Il tutto è colorato con un marrone scuro e lumeggiato con un grigio.
Ho creato anche della flock verde(per chi non sapesse come fare ecco l’articolo)….per aggiungere un po di “vita” alla scena…anche se ho creato un colore con più blu per dare un’atmosfera più fredda..quasi fossero muschi…
è inutile che vi spieghi come ho fatto, si capisce dalle seguenti foto (c’è anche la procedura per creare nuova flock):

Scheletri conti Vampiro WarhammerScheletri conti Vampiro WarhammerScheletri conti Vampiro WarhammerScheletri conti Vampiro WarhammerScheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro WarhammerScheletri conti Vampiro WarhammerScheletri conti Vampiro Warhammer

Costruzione Diorama:

Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer

Foto Finali:
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer
Scheletri conti Vampiro Warhammer

Conclusione:

Non è stato proprio un lavoretto veloce….ma vi assicuro che prendendolo con la dovuta lentezza, si è dimostrato uno dei più belli (secondo me) che abbia mai fatto. Spero solo di trovare un modo per costruirci intorno una teca…ma questa…è un’altra storia..
Alla prossima!

Simmons

P.S. per altre foto visitate la galleria su flickr