Che Genere di Modellista?: Prediligo i Jet moderni ma non rifiuto qualche bella elica! cultore sfegatato dei velivoli IAF, perdo completamente la testa di fronte al mio amore di sempre... il mitico F-104!
Non visualizzare le foto della prima parte del WIP è un peccato.... però, almeno, non lascerai il modello nel dimenticatoio. Aspettiamo le immagini della ripresa lavori!
"I migliori modellisti sono costantemente alla ricerca di metodi per migliorare la qualitĂ del loro lavoro e non sono mai pienamente soddisfatti dei loro risultati" (Bill Horan)
Report: 2009 - Nellis Air Force Base (Nevada) Mission: Solo Training session Status: TOP SECRET
Pilot: Maj. Tyrone Dyon Douglas
Role: Lead Solo #5
Era una giornata qualsiasi, una training session in solo come ogni altra, una routine che si doveva consolidare. Il maggiore dell'Air Force Statunitense T. Dyon Douglas mai avrebbe pensato di scrivere una pagina di storia.
Ad un certo punto la chiamata che nessun pilota vorrebbe mai sentire, "Mayday Mayday Mayday - Nellis Air Base - Engine Failure, I am going down".
Immediatamente scattano i riflessi di anni di addestramento, "chi è? c'ero solo io nello scheduling militare di questa sera".
e ancora
"Mayday Mayday Mayday - Oh God, I am going down, tell my wife I love her NSX853"
Un aereo civile... sopra Nellis... cosa ci fa qui?
"Mayday plane, here Thunderbird 5, I am switching on my radar, hang on"
Attivò il radar su quell'aereo lucido fiammante, una cosa che non faceva da molto tempo, ma che era ormai un automatismo dei tempi passati, così con un debole blip, eccolo, sullo schermo, solo poche miglia a ovest di dov'era.
"Thunderbird 5, here NSX853, I lost all power, I just have my radio I don't know where I am. 853"
Douglas non aveva tempo per stupirsi. Il radar dell’F-16 agganciò il contatto con difficoltà : quota bassa, velocità in rapido decadimento. Il segnale era sporco, instabile. Non era un jet. Troppo lento.
"NSX853, Thunderbird 5, I have you on radar. Turn heading zero-eight-zero, do you copy?"
Silenzio per un secondo che sembrava eterno. Poi, la voce tornò, spezzata:
"...I don’t have instruments... I’m losing altitude..."
Douglas imprecò in silenzio. Avionics failure totale, pensò, probabilmente elettrico. Senza strumenti quel pilota era cieco.
Spinse il motore al massimo, ruppe il protocollo uscendo dal profilo di addestramento e scese rapidamente di quota. Il deserto del Nevada si stendeva sotto di lui, ma davanti c'erano le luci strabilianti di una cittĂ : Las Vegas. Quello cambiava tutto.
Quando finalmente lo vide, capì subito la gravità . Era un piccolo velivolo civile, assetto instabile, leggermente cabrato, velocità troppo bassa. Stava entrando in stallo intermittente.
"NSX853, I am on your left wing. Look outside. Follow me."
Il pilota civile esitò, sorpreso di vedere un così maestoso jet militare al suo fianco. Poi l’aereo oscillò… e si allineò goffamente all’F-16. Douglas abbassò la velocità al limite gestibile per il suo caccia. Configurazione sporca, aerofreni fuori, micro-correzioni continue. Era un equilibrio precario: troppo veloce e lo perdeva, troppo lento e rischiava lui stesso.
"NSX853, listen carefully. You’re going to follow me. I’ll take you to a dry lakebed, west of your position."
Nellis non era un’opzione. Troppo traffico. Troppi rischi. Un pilota senza strumenti non avrebbe mai gestito un avvicinamento standard. Il lago asciutto, invece, era largo, visibile... e avrebbe perdonato gli errori.
Il problema arrivò negli ultimi minuti. L'aereo civile stava scendendo troppo velocemente.
"853! Pull up! Pull up! Easy!"
L’aereo oscillò violentemente, la visibilità con la sera stava calando rapidamente. Douglas prese una decisione al di fuori di ogni manuale, ma che ogni pilota capisce: si mise davanti, più vicino del consentito. Abbassò ulteriormente la velocità , diventando un riferimento visivo quasi "fisico".
Il civile lo seguì. Troppo, troppo vicino. L’impatto fu leggero... ma sufficiente. Un colpo secco, metallico. Una vibrazione attraversò l’F-16.
Warning lights. HYD PRESS LOW
GEAR DOOR FAULT
"Maledizione" Douglas non disse altro. Guardò indieto e vide che il piccolo aereo era ancora in volo.
"853, Keep following me. Stay focused, you're gonna be ok."
La voce del Maggiore, ora, era fredda. Controllata. Dentro, stava giĂ facendo i conti. Carrello sinistro compromesso. Portellone probabilmente deformato. Possibile perdita idraulica. Atterrare sarebbe stato... interessante.
Ma quello era un problema successivo, ora doveva guidare il civile fino al lago asciutto.
"Reduce power… gently… hold it… hold it…"
Le ruote toccarono. Rimbalzo. Poi ancora. Infine, la corsa si stabilizzò.
Silenzio radio.
Poi, una voce incredula:
"... I... I’m on the ground... I’m alive..."
Douglas tiro un sospiro di sollievo. Solo allora guardò i suoi strumenti e quello che vide negli indicatori non gli piaceva.
"Nellis, Thunderbird 5. Declaring an emergency, gear malfunction. Requesting straight in for runway 21R."
L’avvicinamento fu lungo. Calcolato. Senza margine.
"Gear Down". Il carrello scese... ma il sinistro non si bloccò correttamente.
Il portellone restò parzialmente aperto.
Asimmetria.
Rischio collasso.
“Thunderbird 5, Runway 21R, wind calm, cleared to land.”
Douglas allineò il caccia con la pista, l'aveva fatto più di mille volte. Toccò con il carrello principale. Poi... inevitabile. Il lato sinistro cedette.
Scintille... l’F-16 strisciò per decine di metri prima di fermarsi.
Quando aprì il canopy, le sirene erano già lì. Squadre antincendio. Tecnici. Comandanti. Da lontano, vide qualcuno che stava correndo verso di lui. Era Gino, il pilota civile.
Ed era vivo.
Tutti lo stavano venerando come eroe, ma lui sapeva di aver fatto solo il suo dovere.
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Disclaimer: i fatti narrati sono frutto della fantasia dell'autore, ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
Queste sono le foto scattate immediatamente dopo l'incidente:
Per ora ho proceduto con un pennello a spolverare la parte superiore, in un paio di punti ci sono dei segni che credo siano delle ragnatele che si sono appiccicate sulla vernice.
Il modello è verniciato con acrilici tamiya e le decals originali.
Oggi mi sono armato di pazienza, cotton-fioc e acqua e pian pianino sono andato a rimuovere tutto l'accumulo di sporco che negli anni si era depositato sulla vernice.
Alcune righe erano ragnatele impolverate!
Qui di seguito qualche foto del processo:
Qui si vede bene il bollo di pulito rispetto all'accumulo di sporcizia.
Fortunatamente anche le decal resistono bene, tuttavia si nota un leggero ingiallimento e silvering.
Ora che ho dato una passata generale attendo un pochino poi gli do una seconda passata per rimuovere meglio anche gli ultimi residui.
Qui invece si nota dello sporco piu ostinato che devo provare a rimuovere con piu vigoria.
Purtroppo nel maneggio è saltato anche il ruotino e nel fare la conta ho notato che manca un pezzo che è il gemello di quello singolo che avevo trovato. Guarderò meglio, altrimenti dovrò andare di scratch.
Questa schifezza non voleva saperne di andarsene, ho provato con tutto quello che potevo, anche il sapone di Marsiglia.
A quel punto ho deciso di usare un abrasivo quindi ho preso della carta da 2000 bagnata e ho tolto quanto meno possibile per eliminare i residui.
Poi ho mascherato, il taileron interamente e sull'ala solo il flap. Ho evitato la foto perche avevo solo post'it rosa.
Leggera spruzzata di bianco X2 tamiya diluito con X20A e il risultato attuale è il seguente.
Come al solito a me i colori lucidi con aerografo vengono opachi... poco male dovrò dargli il lucido.
Probabilmente dovrò ridare una seconda passata sull'ala ma avevo lo sfizio da togliermi di usare di nuovo l'aerografo dopo 15 anni con il compressore nuovo....