Abitando a pochi chilometri da Aviano, nel corso degli anni ho visto transitare sull’aeroporto friulano praticamente tutti i principali velivoli da combattimento in forza ai Paesi NATO. Questo continuo “allenamento” mi ha portato a riconoscere, anche a grande distanza, il timbro caratteristico dei singoli aeromobili. Ciò che non sono mai riuscito a spiegarmi fino in fondo, però, è perché l’F-16 sia sempre rimasto il mio preferito!

Situato ai piedi delle Alpi, l’aeroporto “Pagliano e Gori” ospita il 31st Fighter Wing, articolato sui due squadroni da caccia, il 555th “Triple Nickel” e il 510th “Buzzards”, entrambi equipaggiati con F-16CM. Negli ultimi anni si è inoltre aggiunto il 57th Rescue Squadron, operativo con elicotteri HH-60G Pave Hawk.
Lo Special Tail del 31st Fighter Wing
Nel 2023 sono ricorsi i trent’anni dall’arrivo del “Viper” ad Aviano quando nell’aprile 1994 il primo F-16 toccò la pista. L’anniversario è stato celebrato con una livrea “Special Tail” applicata al velivolo personale del comandante di Stormo, l’F-16 serial number 89-2009.

La deriva riprende i colori dell’emblema del 31st Fighter Wing: il blu a rappresentare il cielo e il giallo la potenza della forza aerea. I due campi cromatici sono separati da una linea ondulata sulla quale si sovrappone una viverna; alla base compare il motto del Reparto, “Return with Honor”. Anche le fin ventrali sono state verniciate con il medesimo stile. Il 30 ottobre 2023 questo F-16 Special Tail è uscito dall’hangar, decollando e mostrandosi al pubblico in tutta la sua bellezza. È stato il momento che mi ha convinto definitivamente a riprodurre in scala questo soggetto!

Il Modello:
Il primo passo è stato quindi acquistare il kit Tamiya in scala 1/48, scatola 61106, dal quale è possibile ricavare un F-16C Block 40 con presa d’aria maggiorata MCID, scarico per motore General Electric F110 e WAR HUD. L’aftermarket più atteso era naturalmente il foglio decal, arrivato poco dopo: progettato da Twobobs e stampato da Cartograf con codice 48-288, comprende anche gli altri due Special Tail realizzati dagli squadroni “fratelli” dell’USAF basati ad Aviano, i Triple Nickel e i Buzzards.


Ho scelto di lavorare subito sulla deriva, fase cruciale, per verificare fin dall’inizio la resa della livrea prima di dedicarmi al resto del modello. La qualità degli incastri Tamiya consente infatti di assemblare diversi componenti anche a verniciatura ultimata, offrendo un margine di sicurezza molto utile. Non ho condiviso pienamente la scelta di stampare in un’unica decal tutta la porzione inferiore della deriva, inclusa la viverna. Avrei preferito elementi separati, così da poter verniciare il giallo, evitare problemi di copertura sull’azzurro e gestire una decalcomania di dimensioni più contenute. Non avendo molte alternative, ho verniciato l’intera deriva in Sky Blue X-14, tonalità che ho ritenuto corretta confrontando le numerose fotografie del soggetto reale. Con l’aiuto dei solventi Microscale ho applicato la grande decal gialla, cercando di allinearla con precisione ai bordi dell’impennaggio, per poi proseguire con la matricola. La scritta “Return with Honor”, alla base della deriva, è stata invece applicata per sezioni, così da facilitarne l’allineamento e garantire una buona adesione sui rilievi, sulle bugne e sugli airscoop. Successivamente ho mascherato la sezione blu sotto la tip per verniciare in giallo il resto del pezzo. Il colore doveva combaciare perfettamente con la decal, senza stacchi o ritocchi visibili; per questo ho eseguito varie prove su una superficie di scarto. Partendo dal Lemon Yellow X-8 Tamiya, ho aggiunto una punta di arancio H-14 Gunze fino a ottenere una tinta sovrapponibile. Lo stesso mix è stato usato per saturare i bordi d’attacco e d’uscita, ottenendo un risultato più uniforme e un effetto “painted on” delle insegne. Rimosse le mascherature, ho aggiunto la scritta “31st Fighter Wing” e steso una mano di lucido per livellare e uniformare la finitura. Un lavaggio leggero in blu a olio ha definito le pannellature, mentre la finitura finale è stata ottenuta con trasparente semilucido X-35 Tamiya, lasciando opaca soltanto l’antenna UHF verniciata in grigio H-306 Gunze. Lo stesso procedimento è stato poi applicato alle pinne ventrali.


Eduard Brassin ha recentemente realizzato un set per i vani carrello dell’F-16 (648984), caratterizzato da un dettaglio molto fine e pulito grazie alla stampa 3D. Pur essendo pensato per il kit Kinetic, il pozzetto principale è compatibile anche con il Tamiya, dato che lo stampo cinese ne riprende sostanzialmente l’impostazione.

Diverso il discorso per il vano anteriore, che richiede alcuni adattamenti alla presa d’aria: è necessario assottigliare sia la resina sia la parte esterna del condotto quasi fino alla trasparenza. Nonostante ciò, il pezzo tende comunque a spingere leggermente sui semi-gusci laterali dell’intake, impedendo la chiusura completa lungo la giunzione inferiore. In corrispondenza del vano carrello anteriore resta quindi una fessura evidente, che ho infine stuccato con colla cianacrilica.

Per eliminare le giunzioni interne del condotto ho usato il manico di un pennello rivestito con carta abrasiva grana 800. Ho quindi spruzzato il Surfacer White 1500 Gunze, diluito con Leveling Thinner Mr.Color per limitare la formazione di pulviscolo all’interno del tubo. A completa asciugatura, ho carteggiato l’intero condotto con una spugnetta abrasiva bagnata, aiutandomi con pinzette lunghe e sottili per raggiungere ogni zona ed eliminare graffi e imperfezioni.

Dopo ho verniciato l’interno col colore definitivo (Off White Gunze) e applicato gradualmente dello sporco con le polveri dei Weathering Set Tamiya, dosandole con attenzione per evitare un effetto eccessivo. Il labbro esterno, con rivestimento antighiaccio, è stato verniciato in Haze Gray FS 36270 (MRP-039). Il primo stadio del compressore è dipinto in Magnesium Alclad, seguito da un lavaggio con Panel Line Black Tamiya per evidenziarne la profondità. Ho preferito sostituire la lama antighiaccio del kit, troppo spessa e fuori scala, con una copia ricavata da un pezzo fotoinciso di recupero, sagomato e brunito con la fiamma di un accendino.


Davanti alle luci di posizione è presente una piccola piastra di rinforzo, assente nei set di dettaglio disponibili. L’ho quindi autocostruita disegnandola e tagliandola con il plotter da taglio su un foglio di vinile già adesivo, soluzione che ha facilitato notevolmente il suo posizionamento.

Il cockpit originale rappresenta una buona base di partenza, ma ho deciso di arricchirlo con il set fotoinciso Eduard 49383, il “Canopy Frame” Wolf3D Resin Parts WOL481514 e alcuni interventi di autocostruzione. Dal set Eduard ho utilizzato il bracciolo e il poggia-polso sulla paratia destra, la maniglia di blocco del canopy (dalla forma particolare e difficilmente riproducibile da zero) e la leva di sblocco d’emergenza sul lato sinistro. Anche i ganci di ritenuta del tettuccio provengono dal foglio photoetched.

Alle spalle del seggiolino si trova la scatola del programmatore di rilascio delle contromisure chaff/flare. In un primo momento avevo impiegato quella fornita da Eduard, ma l’ho poi rimossa perché troppo grande e fuori scala, sostituendola con una nuova realizzata in Plasticard. Poco sopra è presente il motorino di apertura del canopy, fornito provvidenzialmente dalla Wolf3D insieme alla bocchetta d’aerazione del cockpit. Quest’ultima è proposta in due versioni, “early” con griglia o “late” senza; la documentazione fotografica del soggetto reale indica chiaramente l’impiego della variante “late”, completamente aperta, che si monta senza modifiche e calza perfettamente. Ai lati della bocchetta ho aggiunto connettori e cablaggi autocostruiti. Nella zona sotto il cupolino fisso, invece, il rivestimento è vincolato da due file di rivetti, riprodotte con i “positive rivet” della Archer.


Una volta posizionata, la palpebra lascia anteriormente una piccola fessura che ho chiuso con un filo di Milliput Black. Sul WAR HUD è presente un pannellino mobile antiriflesso, regolabile dal pilota in base alle condizioni operative: l’ho riprodotto con una sezione di fotoincisione sagomata ad hoc. Sotto di esso si trova una piccola consolle, appena accennata da Tamiya ma fortunatamente inclusa nel set Eduard, che ho utilizzato per completare correttamente il pezzo. Per la verniciatura dell’abitacolo ho steso una base generale in grigio scuro H-331 (per aumentare profondità e sottosquadri) su cui poi aggiunto lo strato definitivo in Gunze H-36. La zona dei frame della fusoliera, il canopy e la palpebra sono stati invece verniciati in nero H-77. Sulle consolle laterali ho ripreso a pennello i vari switch in grigio chiaro H-57 Gunze, aggiungendone alcuni in rosso e giallo dove indicato dalla documentazione fotografica. Due mani leggere di lucido X-22 Tamiya hanno preparato il fondo ai lavaggi, eseguiti con grigio scuro a olio. Strumenti e indicatori provengono dal foglio decal Anyz AN037, particolarmente utile per questo tipo di particolari.

Il seggiolino da scatola è stato sostituito con una copia in resina 3D della MCC: un componente molto dettagliato, corretto nelle forme e nelle dimensioni, che richiede soltanto una verniciatura accurata per valorizzarne la resa. Anche sul sedile ho applicato lavaggi e drybrush per enfatizzare i volumi, in particolare sui cuscini. Su tutti gli elementi dell’abitacolo ho infine steso una mano di trasparente opaco Alclad, ottenendo la finitura finale.


Prima di unire le due valve della fusoliera ho aggiunto la bocca del cannone M61A1. Anche se il dettaglio rimane poco visibile a modello finito, l’ho ricostruito utilizzando un pezzo di scarto recuperato dal sempre provvidenziale magazzino degli “spare parts”.

Verificando la dotazione del kit ho notato che Tamiya fornisce un solo pod del sistema AN/ALE-50 “Little Buddy”, mentre gli F-16 di Aviano sono spesso configurati con due unità. Ho quindi scartato il pezzo originale e scelto il set Wolf3D WOL481518, più dettagliato e con la possibilità di rappresentare i contenitori con due diverse tipologie di esche installate.

Vista la qualità del seggiolino MCC, ho voluto provare anche il loro set dedicato agli esterni, codice 4809, che comprende dispersori statici, scatole chaff/flare e sonda dati in prossimità del radome. Un altro intervento importante riguarda le piastre di rinforzo sui lati e sul dorso della fusoliera. Per queste ho utilizzato il set Fab Scale 48052, scartando sia le piastre Eduard, errate nella zona alla base della deriva, sia quelle Astra Decal, costituite da semplici elementi in vinile tagliati al plotter e privi di dettaglio. Attualmente Wolf3D propone il set WOL481528, che risulta il più completo e corretto.

Seguendo la documentazione ho eliminato alcune pannellature caratteristiche di altri Block costruttivi, tra cui lo sfiato del raffreddamento avionica sul lato destro sotto l’abitacolo e due pannelli circolari alla base della deriva.


Lo scarico ECS in prossimità del vano carrello principale è stato invece sostituito con l’elemento fotoinciso Eduard.

Per lo scarico avevo inizialmente scelto il set Reskit RS048-0084. Dopo averlo verniciato e rifinito, durante una prova a secco mi sono però accorto che il diametro era inferiore di circa 1 mm rispetto alle misure della fusoliera. L’errore, piuttosto grave per un accessorio aftermarket, mi ha costretto a trovare una soluzione alternativa senza perdere del tutto il lavoro già svolto.

La parte interna dello scarico Reskit è molto valida e ben rifinita; ho quindi deciso di separarla con attenzione, conservando i petali e adattandoli allo scarico originale Tamiya. Sul pezzo in stirene ho fresato l’interno con il Dremel, procedendo con estrema cautela per innestare correttamente la resina. Dopo numerose prove a secco e rifiniture progressive, l’assemblaggio è risultato preciso e convincente.

La verniciatura è iniziata con una base di Mr. Surfacer Black 1500 Gunze, seguita da Dark Aluminium e Magnesium Alclad sulle zone di retrazione dei petali. Internamente ho applicato Mr. Finishing Surfacer 1500 White e successivamente l’Off-White H-21 Gunze. Il tutto è stato completato con un lavaggio nero, leggere fumate in Smoke Tamiya e una ventola verniciata in Gun Metal Alclad. Gli ultimi effetti sono stati aggiunti gradualmente con matite acquerellabili, fino a ottenere il risultato desiderato.

Per i carichi esterni ho previsto due CATM-120, un pod ACMI, un AIM-9X e un travel pod. I CATM-120 provengono da un precedente progetto GWH e sono molto ben realizzati. L’ACMI da scatola è valido ed è stato sufficiente aggiungere i tre sensori in prossimità dell’ogiva. Il Sidewinder è Reskit, unico pezzo utilizzabile di un set da quattro (i restanti erano talmente svergolati da essere inservibili), mentre il travel pod proviene ancora una volta dalla Wolf3D Resin Parts.

Prima di partire con la verniciatura vera e propria, ho preferito completamente alcuni elementi: l’anello del motore General Electric ha una base in Gun metal Alclad ripreso poi con leggere velature in Steel. Il canopy, che sul mio F-16 è color ambra, presenta la classica linea di stampaggio al centro e una piccola “cricca” purtroppo già riscontrata nella maggior parte dei kit Tamiya dedicati al Viper. Personalmente sono stato fortunato perché il difetto era abbastanza superficiale ed è bastata un’attenta carteggiatura per renderla quasi del tutto invisibile (sono risultati utilissimi anche i Compound Tamiya).

Come già accennato, ho comprato anche la struttura interna (quella con sensore JHMCS già stampato) della Wolf3D Resin Parts che s’inserisce all’interno copiando perfettamente le forme del tettuccio originale. L’ho verniciata prima di fissarla in nero H-77 Gunze poi, una volta opacizzata, ho lumeggiato con i weathering set Tamiya dando vita a tutti i bellissimi dettagli. Devo ammettere che questo aftermarket vale davvero la spesa!

A seguire mi sono dedicato ai vani carrello e relativi portelli; a tal proposito i principali sono compresi nel set Brassin e presentano vistosi segni dei layer di stampa 3D, inaccettabili per un accessorio aftermarket. Carteggiarli nella parte interna non è stato semplicissimo ma, ad ogni modo, una volta rifiniti fanno una bella figura e si innestano molto bene nella loro sede. Per la verniciatura di tutte le wheel bay ho usato il Mr.Base White 1500 Gunze, diluito con il Leveling Thinner, per poi colorare cavi e tubazioni in nero, argento e blu (seguendo la documentazione), le fascette fermacavi in giallo e la bombola dell’Halon in alluminio Alclad 101.

La batteria compresa nel set (con telaio di ritenuta esterno, idonea per gli F-16 più recenti) non è corretta per i Block 40, quindi ho tenuto quella del kit verniciandola in rosso H-3 Gunze. Dopo qualche mano leggera di lucido Tamiya X-22 ho eseguito un lavaggio in grigio scuro, evidenziando ancora di più tutti i dettagli. Dopo l’opaco Alclad 134 ho lumeggiato alcune superfici con le polveri Tamiya.
Ho seguito lo stesso procedimento anche per le gambe di forza, sostituite con quelle Detail & Wonder (480622). Il set è pensato per il Kinetic ma, avendo scelto i vani Eduard destinati alla stessa marca, ho preferito mantenere la compatibilità tra gli accessori. Una volta rimossi i supporti di stampa, gambe e attuatori si montano perfettamente; inoltre, oltre a offrire un dettaglio molto realistico, risultano anche particolarmente solidi. Li ho verniciati con lo stesso procedimento sopra descritto aggiungendo le decal da scatola Tamiya e delle targhette Anyz.


Prima di procedere con la colorazione del radome ho installato il pitot in metallo Master. Il muso è stato quindi trattato con una base più scura in grigio AK RC248, sulla quale ho velato il Gunze H-337 per ottenere una tonalità più modulata e coerente con l’aspetto operativo del soggetto reale.

Con il modello finalmente pronto, ho iniziato la fase della verniciatura applicando il preshading su tutte le pannellature (ho scelto due grigi scuri, l’H-331 e l’H-416 Gunze). Questo primo passaggio mi ha permesso di creare fin da subito una base tonale utile a movimentare le superfici, evitando una finitura troppo piatta una volta stesi i colori principali.


Le superfici inferiori e la parte anteriore della fusoliera sono state verniciate in Haze Gray FS 36270 MRP-039, mentre per le superfici superiori ho utilizzato il Gunship Gray FS 36118 MRP-040. Lo stacco tra i due toni, soprattutto ai lati del cockpit, sul velivolo reale appare sfumato; per questo l’ho riprodotto a mano libera, senza mascherature rigide, cercando di mantenere una transizione morbida e credibile.


Sul dorso è presente il ricettacolo per il rifornimento in volo, identificato da uno stencil molto evidente. Sebbene l’elemento fosse incluso nel foglio decal, ho preferito verniciarlo direttamente, realizzando una maschera dedicata con il plotter da taglio.


Con le fotografie del velivolo reale sempre a portata di mano, ho individuato alcune scrostature sul flap del bordo d’attacco sinistro e sulla parte frontale del pilone ventrale. Inoltre, sull’ala destra è presente un pannellino evidentemente sostituito, riconoscibile per la diversa finitura. Ho riprodotto questi particolari con Chromate Yellow Testor. Un ulteriore dettaglio riguarda un ritocco sulla piastra RAM laterale destra, in prossimità del flap, dove sul velivolo reale si nota chiaramente uno stacco in un grigio più scuro. Per riprodurlo ho utilizzato il Gunze H-305, che si è rivelato adatto a restituire la differenza cromatica senza creare un contrasto eccessivo.
Dopo diverse mani leggere di trasparente lucido Tamiya X-22, la superficie era pronta per ricevere le decal. Il foglio Twobobs, stampato da Cartograf, ha confermato un’ottima qualità: le decal reagiscono molto bene a Micro Set e Micro Sol, adagiandosi senza particolari difficoltà anche nelle pannellature e sui dettagli più minuti.

Una volta sigillate con un’ulteriore velatura di Clear, ho proseguito con i lavaggi a olio, utilizzando due diverse tonalità di grigio: una per l’Haze Gray e una per il Gunship Gray. Questa scelta ha evitato contrasti troppo marcati e poco realistici, mantenendo equilibrato l’aspetto della mimetica. Nella zona immediatamente dietro ai vani carrello ho intensificato leggermente lo sporco con Bruno Van Dyck, senza però eccedere. Dopo aver rimosso gli eccessi dei lavaggi e verificato che tutte le pannellature fossero ben definite, ho aggiunto graffi, tracce di usura e sporco localizzato con matite acquerellabili, concentrandomi sulle aree più soggette a manutenzione e calpestio. Pur essendo una tecnica che rende al meglio su superfici opache, preferisco applicarla sul lucido perché eventuali correzioni o cancellazioni complete risultano molto più semplici, anche se la presa dei pigmenti è più laboriosa. Completata questa fase, ho eseguito un ultimo controllo generale e steso il fidato trasparente opaco Alclad ALC-314 in passate leggere.


Tolte tutte le mascherature ho ripreso le luci di navigazione, in Clear Green X-25 Tamiya sul lato destro e Clear Red X-27 sul sinistro e trasparente X-22 su quella alla base della deriva. Non mi è rimasto altro che montare tutto, a partire dai carrelli e relativi portelloni che si inseriscono con precisione, il gancio d’arresto d’emergenza, i lanciatori delle contromisure, i carichi e le strake ventrali. I dispersori statici del set MCC non mi hanno convinto, non per forme e misure che sono perfette, ma per la loro composizione. Pensati per essere flessibili e meno delicati in caso di urto, se toccati si piegano senza staccarsi ma poi non tornano dritti (anzi risulta estremamente difficile ridargli la forma originaria). Alla fine, li ho scartati e ho preferito rifarli col del filo d’acciaio armonico colorandoli in Silver AK alla base, nero XF-1 Tamiya nel corpo e giallo H-34 Gunze sul terminale.




Con l’aggiunta dello scarico, dei sensori AOA in metallo della Master, della sonda dati e della deriva, che si inserisce a secco senza necessità di stucco, il mio F-16 è così terminato.




Il colpo d’occhio finale è notevole: i colori vivaci della Special Tail, volutamente più pulita e brillante, contrastano con il resto dell’aereo in configurazione operativa e rendono il soggetto particolarmente accattivante. Ora il modello si è guadagnato il suo posto in prima fila in vetrina, dove il motto “Return with Honor” risulta più appropriato che mai.
Buon modellismo a tutti!
Fabio “jolly blue” Barazza










