Grazie mille, ragazzi
Rispondo un pò random
Mancini1987 ha scritto: 21 giugno 2025, 8:40
Ciao Aurelio, veramente un lavorone da monaco Zen. Non conoscevo la putty in poliestere Tamiya, qual è la differenza con altre putty, per esempio la milliput (rossa/bianca) ?
Questo poliestere è uno stuco in pasta bicomponente, morbido, spalmabile e gestibile in maniera un pò differente dal classico milliput ma anche dagli altri stucchi come il tamiya putty basic/white.
E' facilmente carteggiabile, si può reincidere e non ritira. Asciuga completamente in circa 2-4 ore.
Considera che rispetto alla cianoacrilica questo stucco, una volta terminata la sua catalisi, risulta più "tenero" sotto l'azione della carta abrasiva o dell'incisore; non tende però a sgretolarsi/sfaldarsi come il basic putty Tamiya a patto di aver fatto catalizzare il prodotto correttamente e dopo averlo porzionato nelle giuste quantità.
Qui un esempio visivo delle proporzioni ottimali delle due parti da mescolare:
Chi ha avuto a che fare con i prodotti da carrozzeria, riconoscerà questo prodotto tra quelli poliesteri superfini che si utilizzano in questo settore.
In generale è di colore avana chiaro oppure bianco e reperibile a prezzi estremamente inferiore al Tamiya.
Carbo178 ha scritto: 20 giugno 2025, 11:31
Aurelio: la parte inferiore ha un profilo a V che hasegawa non ha riprodotto bene
Io: tanto è sotto e nessuno lo vede
Questa è la differenza tra il modellista (Aurelio) e il modellaro (io).
Lavoro invasivo e fantastico, al pari di quanto fatto per il cannone, non mi stupisco che il WIP si protragga così a lungo.
Per ora mi limito ad immaginare il risultato finale che con queste premesse sarà inarrivabile
Grazie Marco
microciccio ha scritto: 20 giugno 2025, 19:08
Ciao Aurelio,
come accade nel nostro
hobby ognuno è libero di divertirsi come crede ed il superdettaglio, la cura e l'attenzione per i particolari sono un aspetto molto piacevole.
La V generata dall'intersezione delle due superfici è un particolare davvero difficile da notare e dubito sia stata rappresentata da tutti i produttori di modelli.
Per altre scale posso dirvi che sui nuovi stampi Fine Molds in 1/72 c'è. In
questa foto tratta dal
WIP di Andrea si nota, mentre si nota meno in
quest'altra foto tratta dal
WIP di Fabio dove invece c'è il confronto con Hasegawa e Revell in cui manca.
microciccio
Ho tutti e tre i kit e non avevo ancora fatto questo check, quindi grazie mille per questo super utile confronto.
Tornando al modello, ora che la superficie del ventre è piana ed ha il giusto profilo a V, andranno aggiunti tutti i dettagli che purtroppo sono stati seppelliti dallo stucco: la griglia di areazione, i due avvallamenti dedicati alle alette degli AIM-7 e infine la reincisione di tutti i pannelli, sportellini, cerniere e rivetti andati persi.
Per i primi due, purtroppo, è inutile cercare aftermarket perché non esistono.

Fonte:
http://nabe3saviation.web.fc2.com/

Fonte nabe3saviation.web

Fonte
https://b-domke.de/
E che si fa?
Pensare di crearli a mano in scratch è a dir poco impensabile, così ho deciso di realizzarli al CAD per poi farli stampare da un amico partenopeo che ha da poco acquistato una stampante 3D.
Et voilà, qui in una prima fase di progettazione
Per la corretta posizione di questi elementi sul ventre del modello, mi sono avvalso di una dima di carta creata da una stampa in scala del profilo inferiore del Phantom e tanta documentazione cartacea.
Una volta trovata la giusta posizione, con una matita ho tracciato il perimetro degli scassi da aprire.
Sono partito dalla parte più complessa, quella della griglia d'areazione.
Ho creato le aperture asportando la plastica eseguendo dei fori adiacenti da 1,2 mm, rifinendo gli scassi con colpi ben assestati di limette da modellismo.
Delle assi di stirene hanno assolto il compito di fare da base per reggere i particolari in resina.
Dovendo intervenire a fusoliere chiuse, purtroppo, il difficile in questo step è stato controllare la perfetta planarità dell’incollaggio affinchè i pezzi in resina risultassero perfettamente a filo con la superficie esterna; ho dovuto lavorare non poco per trovare il giusto spessore della resina che coincidesse con gli spessori presenti su tutti i bordi, considerando poi anche quello che avrebbe generato il layer di colla.
Ma alla fine, dopo un pò, ho trovato la giusta quadratura
Per quest’ultimo passaggio ho scelto un collante che mi desse tutto il tempo necessario ad eseguire piccoli spostamenti e riallineamenti: della comunissima resina bicomponente epossidica da 6 minuti.
Da anni la utilizzo largamente per questo genere di lavori.
A colla ben asciutta, dopo 5 ore e con dell’altro stucco poliestere Tamiya ho provveduto a chiudere tutti i vari gap e carteggiare molto delicatamente queste zone con le apposite teste angolate della
UStar (cod. UA91593)

Immagine inserita a scopo di discussione - Fonte: ustar-airtex.shop-pro.jp
Sempre con lo stesso metodo ho lavorato sul ventre del Phantom Hasegawa per far posto agli altri due pezzi in resina.
Anche qui, dopo la completa asciugatura della colla, con lo stucco poliestere ho chiuso tutti i gap sul perimetro dei pezzi in resina installati.
Sono molto soddisfatto del risultato, non solo dello stesso in sé per sé ma del “come” sono arrivato a progettare, definire e realizzare questo upgrade.
Da una idea alla concretezza pratica; dal nulla alla realizzazione e replica di quei dettagli cruciali che d’ora in avanti affiancheranno sicuramente tutte le altre scatole di Phantom Hasegawa che, in futuro, mi verrà voglia di realizzare.
E si chiude qui questo update di metà estate, in preparazione del prossimo step che vedrà la realizzazione degli altri particolari tramite la reincisione di pannelli, sportellini ma anche la creazione di nuove parti correttive.
Ciauz!
