Accade proprio così: abbiamo kit di montaggio fermi li per anni, in questo caso decenni, su cui cade il nostro sguardo a volte anche rassegnato perché nel guardarlo ci vengono in mente tutte le difficoltà possibili e immaginabili che si dovrebbero affrontare nel corso del montaggio. E lo si lascia li a prender polvere. Finché succede qualcosa, si accende una fiamma più che una lampadina in qualche parte del nostro cervello che ci riporta al primo innamoramento verso quel soggetto. Spariscono, magari non del tutto, le difficoltà che prima si ritenevano troppo pesanti da affrontare e....via, si parte di gran lena.
Il modello, come recita il titolo, è quello più che vetusto della Supermodel per cui la fase di studio del kit, sempre più che consigliata, diventa in questo caso mandatoria.
Le semifusoliere sono errate soprattutto nella parte anteriore rispetto ai disegni di Brioschi pubblicati su Ali d'Italia nº 18.
Sono errati anche i piani verticali di coda (troppo grandi)
per non parlare delle ali, completamente errate:
Gli spessori in generale sono quelli che ci si può attendere da un kit di questo tipo: grossolani a dir poco.
In una prima fase ho dunque voluto portare tutte le correzioni che ho ritenuto indispensabili alla fusoliera spostando l'abitacolo e allungando il muso
e riempiendo i vuoti interni relativi al raccordo ala-fusoliera (la prossima volta dovrò usare resina bicomponente fresca di produzione!!)
Ho quindi iniziato un lavoro di dettaglio spinto degli interni dapprima riguardante la struttura interna
per poi proseguire con una paziente realizzazione degli allestimenti interni
Le fotoincisioni utilizzate sono quelle sel set RCR che sono tornate utili anche per i comandi posti alla sinistra dei due piloti
mentre le pedaliere sono autocostruite
Davvero descrivere qui in poche righe tutti i particolari autocostruiti che sono stati aggiunti è impresa più che ardua. E' meglio lasciar parlare le immagini:
Una volta terminato questo lungo lavoro di dettaglio degli interni mi sono rivolto ai trasparenti: ho provato ad utilizzare quelli della Squadron ma con scarsa fortuna.
Quello privo di problemi è stato quello del mitragliere di coda
Quello della cabina piloti è sagomato per il kit così come le mascherature nere della PMask; avendo però modificato l'estensione del cockpit non era più utilizzabile. Inoltre la struttura risultava errata. Via dunque con l'autocostruzione! Ho modificato quello del kit secondo le nuove misure e l'ho carteggiato per rimuovere la struttura superficiale
per procedere poi ad una termoformatura con un foglio di acetato
sono stati aperti i finestroni per l'evacuazione rapida
e aggiunti alcuni dettagli interni incluse le tendine richiudibili
Il trasparente della torretta è risultato anch'esso essere errato. Infatti le feritoie devono essere sfalsate in verso opposto a quanto proposto (in rosso quella corretta del contrappeso)
ed a sinistra della canna della mitragliatrice il rientro della cupola dev'essere maggiore: la parte rosso pieno dev'essere orizzontale, a filo con la fusoliera:
La torretta è stata realizzata con le fotoincisioni del set RCR e parecchie aggiunte:
Sul trasparente del puntatore torno più avanti. Per il momento posso dire che anche quello è errato! Infatti la bombatura atta a dar spazio al sistema di puntamento è presente solo a sinistra e non bilateralmente così come proposto da Squadron.
Una volta chiuse le semifusoliere, non senza qualche riempimento di spazi vuoti nella parte ventrale, il passo successivo è stato affrontare le ali.
E qui è avvenuta la mia rivoluzione copernicana!!!!!!!!!
Constatato il numero di correzioni da apportare alle ali del kit, il noto problema del raccordo con le gondole motori, la pochezza per non dire nullità dei vani carrello, ecc. ecc. ecc. i dubbi riguardo il risultato finale sono stati davvero tanti.
Ho pertanto deciso di entrare nel mondo della progettazione e stampa 3D.
Come detto nel WIP, acquistare una stampante 3D è molto semplice: bastano pochi click.
Saper progettare invece i pezzi che andranno stampati è tutt'altra cosa.
Piccola parentesi "filosofica": la progettazione e la stampa 3D tolgono la componente manuale del modellista ma aggiungono quel dettaglio che per motivi di scala è impossibile ad un certo punto superare, per quanto capace possa essere il modellista. Peraltro, almeno io la intendo così, la realizzazione di un modello è la riproduzione in scala la più fedele possibile di un soggetto esistito o esistente. Il limite rispetto alla fedeltà esiste sempre e comunque ma la stampa 3D lo sposta più avanti. Inoltre, qualora esistesse un set migliorativo sul mercato si è tutti tentati di acquistarlo e io lo faccio molto spesso (anche prendendo fregature) proprio nell'ottica della fedeltà al reale. Dunque perché non realizzarselo da se quel set?
Per la progettazione ho utilizzato Freecad che è completamente gratuito e per il quale esistono in rete dei validissimi tutorial. Bisogna investirci un po' di tempo ma è appunto un investimento che ritorna appieno.
Dicevo dunque delle ali: dopo svariati tentativi (dovevo ovviamente farmi le ossa e imparare alcuni trucchetti sia di progettazione sia di stampa) ne è venuto fuori questo
Queste le carenature motori con i castelli motore per evitare disallineamenti
Da neofita ho ovviamente avuto grande soddisfazione nel progettare e stampare questi pezzi per cui, colto dall'entusiasmo, mi sono lasciato prendere la mano proseguendo con le ruote con effetto peso
ed i carrelli
Sono passato poi ai motori. Esiste un set della SBS Model che li propone ma sul retro della seconda stella di cilindri c'è una bella piastra di chiusura:
Dato che intendevo lasciare un motore in vista la progettazione e stampa 3D mi è diventata un passaggio obbligato
La coda.
Quella del kit era anch'essa gravata da un errore di posizionamento dei due piani orizzontali i quali, a loro volta, avevano uno spessore decisamente eccessivo. Anche i timoni orizzontali erano dimensionalmente errati nonché, come detto, le derive verticali del kit sono troppo grandi. Tutto ciò, unito al fatto di un allineamento difficoltoso tra i vari pezzi e con la fusoliera, mi ha spinto a riprogettarla completamente
ed a stamparla per unirla poi alla fusoliera dopo aver rimosso quella originale
I timoni verticali sono stati stampati separatamente per posizionarli al termine leggermente deflessi.
Era finalmente possibile unire le ali alla fusoliera.
Qui però si è presentato un problema: i raccordi karman della fusoliera del kit, sempre secondo i disegni di Brioschi, erano errati. Ho dovuto quindi progettare e stampare una sorta d'interfaccia
e nonostante tutte le accortezze che avevo messo in atto, al momento dell'unione ali fusoliera ho rilevato un diedro eccessivo. Ho dovuto interporre uno spessore di 1 millimetro nella parte superiore del raccordo riempiendo lo spazio risultante con plasticard e cianoacrilato
Evidentemente stanco per i vari problemi incontrati e con la testa divisa a metà tra le problematiche della progettazione e stampa 3D stavo per commettere degli errori dimensionali abnormi.
Mi è venuto in soccorso Sonny (Salvatore) che me li ha evidenziati e che non ringrazierò mai abbastanza per avermi ripreso:
la zona immediatamente antistante la vetratura dei piloti era troppo bassa
la zona anteriore della fusoliera era troppo lunga perché avevo aggiunto una carenatura di troppo
la vetratura del puntatore sporgeva troppo rispetto alla linea ventrale del velivolo
le cappottature dei motori che avevo progettato erano quelle del monoderiva anziché del bideriva
Preso dallo sconforto ed esausto per i vari problemi su cui ero intervenuto fino al quel momento sono stato sul punto di abbandonare tutto.
Mollare però non rientra nel mio vocabolario. Ritirate su le maniche ho provveduto a correggere i vari errori
Tra questi quello della vetratura del puntatore.
Risagomato il contorno di fusoliera, il trasparente della Squadron già modificato per quanto sopra è stato accantonato a favore di una stampa 3D con resina trasparente: è stata l'occasione percorrere anche questa strada e il risultato finale, dopo enne tentativi, mi ha soddisfatto
inferiormente il raccordo della nuova vetratura del puntatore
La fase costruttiva si può a questo punto considerare pressoché conclusa.
Dopo una mano di primer e piccole correzioni qua e la inizia quella di mimetizzazione con l'evidenziazione delle linee di pannellatura e schiarimento/scurimento di alcuni pannelli delle superfici inferiori
Lo schema mimetico.
Ogni qual volta che ci si appresta a riprodurre un velivolo della Regia Aeronautica che ha operato nel corso della IIª GM si corre il forte rischio di incorrere in un errore storico. Si procede pertanto nella stragrande maggioranza dei casi per logica dopo aver consultato i più autorevoli testi disponibili; a meno che di non possedere delle fotografie che stabiliscano in maniera sufficientemente chiara la mimetica impiegata.
E non è questo il caso del velivolo che ho scelto di riprodurre, il CANT Z.1007bis MM23420 di base a Brindisi nel 1941, 230ª Squadriglia, 95º Gruppo B.T., 35º Stormo proposto dal foglio decal Tauro Model 72-519.
Osservo che lo schema mimetico proposto da tale foglio decal si allontana dallo schema C10A previsto invece dal testo “Colori e schemi mimetici della Regia Aeronautica 1935 – 1943” di U. Postiglioni – A. Degl’Innocenti di norma utilizzato su questi velivoli. Tale schema, oltre al Giallo Mimetico 3 (possibile anche il Giallo Mimetico 2) e Verde Mimetico 53192 (possibile anche il Verde Mimetico 3) prevede anche macchie in Bruno Mimetico (possibile anche il Marrone Mimetico 53193). Lo schema mimetico è detto a “policiclica”.
La Tauro Model indica invece per le superfici superiori il fondo in Giallo Mimetico 3 con macchie in Verde Mimetico 53192 mentre le superfici inferiori sono in Grigio Mimetico. Non vengono dunque indicate le macchie in Bruno Mimetico (o Marrone Mimetico 53193). Non sono peraltro indicate le fonti cui la Tauro Model si ispirò per indicare schema e colori.
Fermo restando che ogni ipotesi rimane valida fintantoché non sussiste una testimonianza diretta (in primis una fotografia) che certifichi un determinato schema mimetico applicato su un determinato velivolo in un dato momento storico, ho preferito seguire le linee guida del testo citato scegliendo per il mio modello lo schema mimetico C10 variante A.
I colori
Ho fatto principalmente riferimento alle Vito Charts che raccolgono gli studi più recenti riguardo un tema complesso e controverso quale la mimetizzazione dei velivoli italiani nella IIª GM. Di seguito i colori scelti e le relative corrispondenze nonché i fornitori attualmente disponibili sul mercato. Rimane ovviamente la variabile aleatoria quanto mai significativa riguardo l’approssimazione della corrispondenza tra i colori mimetici della R.A. e il Federal Standard nonché quella tra quest’ultimo e l’interpretazione che possono darne i vari costruttori (non riesco ad inserire una tabella e me ne scuso).
Nome colore - Corrispondenza FS - Fornitore - Codice fornitore - Applicazione
Grigio Mimetico - FS36293 - Mr. Paint - 279 - Superfici inferiori
Giallo Mimetico 3 - FS33434 - Vallejo - 70.193 - Fondo superfici superiori e laterali
Verde mimetico 53192 - FS34128 - Xtracolor X623 - Macchie su superfici superiori e laterali
Bruno Mimetico - FS30215 - WK Color - 120 - Macchie su superfici superiori e laterali
WK Color è un fornitore ormai non più presente sul mercato da parecchi anni: è il precursore dell’Xtracolor.
Inoltre lo schema C10A, come detto a policiclica, prevede un’applicazione molto densa delle macchie.
Lo schema mimetico.
Come detto in precedenza lo schema da applicare è la variante C10A del volume "Colori e schemi mimetici della R.A. 1935 - 43" di Postiglioni - Dell'Innocenti, quella denominata a policiclica. Come riferimento principale mi sono affidato alla foto a colori riportata a pag. 30 del volume "Nei cieli di guerra - La R. A. a colori 1940 - 45" Ed. Giorgio Apostolo. Per ovvi motivi di copyright non posso postarla. Tale foto ritrae un 1007 in fase di rifornimento con gli avieri sopra l'ala; la foto è presa da terra, dunque con la vista di taglio dell'ala, vista che comunque consente di apprezzare l'andamento della mimetica. Tra l'altro sono riuscito a scovare un'immagine che presumo sia proprio quella del 230-4, esemplare che intendo riprodurre, che testimonia il corretto schema mimetico (il foglio decal della Tauro 72-519 lo vorrebbe senza le macchie in Bruno Mimetico):
La mimetizzazione delle superfici inferiori è immediata con più passaggi leggeri affinché traspaiano le evidenziazioni fatte in precedenza
Per la mimetizzazione delle superfici superiori non mi è stato invece semplice "acchiappare" questo schema mimetico per riprodurlo il più fedelmente possibile. Ho provato più approcci e alla fine credo/spero di esserci riuscito. Queste le immagini dopo la stesura delle macchie in V.M. 53192:
Sono state poi applicate le macchie in Bruno Mimetico e in corrispondenza delle insegne di nazionalità supoeriori sono stati realizzati dei dischi bianchi. Un tanto sia per evitare trasparenze indesiderate con la mimetica sia per poter poi posare la decal dei fasci trasparente opportunamente ritagliata per dare spazio alla protuberanza presente in quella zona, caratteristica dei 1007
Le decals da applicare sono davvero poche però anche qui è insorto un problema: la M da applicare sulle superfici esterne dei timoni di coda proposte da Tauro sono troppo grandi, probabilmente sagomate per quelle del kit che, come detto, erano troppo grandi.
Ricorrendo anche qui alla stampa 3D ho realizzato delle maschere
Le evidenziazioni in nero atte a rendere l'effetto tridimensionale sono state poi realizzate a pennello
La posa delle restanti decals procede senza ulteriori problemi
Non resta che completare gli ultimi dettagli come il portello di accesso alla fusoliera la cui vetratura è stata realizzata con un ritaglio di cellophane infilato a sandwich tra le due fotoincisioni che lo costituiscono