Starfighter84 ha scritto:
- Colore degli scarichi: anche questo particolare è stato oggetto di un attento studio... menomale che nell'impresa mi ha coadiuvato Mauro - CoB con preziose nozioni di meccanica e motoristica! allora... partendo dal presupposto che ogni Merlin aveva un suo colore particolare in pratica (ho visto talmente tante foto da poterci scrivere una tesi di laurea in ingegneria aeronautica), quello più comune era, ed è, un marroncino tendente al rossiccio.
Questo colore è dato dalla percentuale di olio che gli scarichi "sputano" fuori assieme ai gas della combustione del motore. Inoltre, la quantità di olio che un motore butta fuori è dovuta anche dal suo stato di salute! mi spiego meglio... potrà essere noioso ma questa cosa per me è stata molto interessante:
Normalmente le fascette raschia olio che si trovano attorno al cilindro, portano via l'olio di lubrificazione e ne impediscono la fuoriscita verso i collettori. Ma motori come i Merlin super sfruttati che hanno utilizzato gli israeliani (erano già di seconda mano quando gli sono arrivati tra le mani... con parecchie ore di volo sulle spalle) con tutta probabilità avevano delle fascette raschia olio in avanzato stato di usura che determinavano quel bel colore marrone degli scarichi di cui ho parlato prima. Anche dalle foto (in B/N ma si capisce bene che il colore dei gas era molto chiaro... e non scuro e grigiastro come motori nuovi dei zecca) pubblicate sul libro che ho preso come base per la documentazione, si vedono delle belle fumate chiare e molto estese che corrono sulla fiancate.
Valerio, non posso che aggiungere i miei complimenti a quelli già porti dagli altri forumers, poiché lo Spit è oggettivamente bello, anzi… affascinante.
Tuttavia, non mi convince la spiegazione riguardo al colore delle scie dei gas residui in relazione con i trafilaggi d’olio. Posto che il discorso relativo alle fasce raschia olio è corretto, ritengo che l’esemplare di Spit da te preso a modello abbia un motore tutt’altro che usurato. La foto mostra chiaramente un esemplare perfettamente restaurato in condizioni di volo ed è altamente improbabile che, oltre alla cellula, alle meccaniche e agli apparati di bordo, non sia stato revisionato anche il cuore del velivolo. A meno che il pilota non appartenga al Team "Il pericolo è il mio mestiere"!!

Mi sembra, altresì, improbabile che gli Israeliani, a suo tempo, non abbiano provveduto a revisionare i loro Spits di seconda (soltanto?) mano, prima di metterli in linea di volo. Insomma, io vedo nel colore nocciola di quelle scie la normalità. Basandomi su ciò che ho imparato in officina, direi che quel colore indica una corretta miscelazione tra aria e benzina, esente, soprattutto, da ulteriori inopportune miscelazioni con olio trafilato nella camera di scoppio. Quanto alla presenza delle scie, mi sembra normale. E' impossibile che non si formino. Quei mostri di motore non montavano certo marmitte che trattenessero parte dei residui della combustione, per cui ritengo che le scie dovessero stratificarsi sulla fusoliera in tempi relativamente brevi.
Personalmente, rappresenterei in quel modo (cioè come hai fatto tu) un aereo con poche ore di volo o, comunque, revisionato. Viceversa, se mi trovassi di fronte ad un velivolo imbrattato da scie particolarmente scure e fuligginose, direi che quello è afflitto da una certa usura del motore, poiché evidentemente una componente oleosa viene bruciata assieme al carburante. Trasponendo il discorso in campo modellistico, rappresenterei in quel modo un mezzo che ha volato per innumerevoli ore e affrontato chissà quali missioni gravose in scenari bellici particolarmente sfavorevoli.
E’ anche vero che il rapporto stechiometrico, sui motori aeronautici a pistoni di ieri e di oggi, è regolabile al variare della quota di volo. Tuttavia, non essendo il vecchio Merlin e i suoi coevi dotati di centraline elettroniche, la regolazione veniva fatta empiricamente dal pilota nel tentativo di ottenere il miglior compromesso tra prestazioni e consumi. Pertanto, ritengo che tale operazione manuale, assieme allo stratificarsi dei residui volo dopo volo, originasse la moltitudine di sfumature diverse immortalate nelle foto d’epoca che tu hai notato. Ma, rimanendo in un contesto di efficienza tecnica, sempre nelle tonalità comprese tra il nocciola e il marrone. Sono, infatti, convinto che scie troppo fuligginose denotano aerei con molte ore di volo, prossimi alla revisione del motore. Scarterei, d'altro canto, l'ipotesi che siano il prodotto di una miscela esageratamente ricca, poichè questa porterebbe a piantata del motore per ingolfamento (e ritiro del brevetto al pilota qualora ne uscisse vivo!!

). Non dimentichiamoci, invece, che in certe zone d’operazione sottoporre i velivoli alla manutenzione nei tempi e modi programmati dal costruttore era mera utopia.
Intendiamoci: lungi da me il voler fare scuola. Ti prego di prendere quanto sopra esposto come il frutto dei ragionamenti di uno che - da dilettante - si è sporcato le mani in officina. Non ho mai avuto a che fare con i motori aeronautici, men che meno con un bestione d’epoca da 27000cc come il Merlin. Però, anche se la cilindrata unitaria supera quella totale della mia Astra 2.0 DTI, in fin dei conti si tratta pur sempre di un motore endotermico a pistoni, no?
