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Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 24 settembre 2025, 21:30
da Dario Giuliano
Piccolo aggiornamento: Ho terminato il weathering del carrello, aggiunto i portelloni e completato il radio compartment. Prossimamente lavorerò su i serbatoi supplementari.
Per adesso tutto qui ragazzi., domande o commenti, come sempre, graditissimi.
Grazie a tutti.

Dario.





















Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 25 settembre 2025, 18:38
da pitchup
Ciao
Grande Dario, devo ammettere come io, modellisticamente, sia un vero feticista delle ruote e dei carrelli!!! In particolare delle belle ruote (ben colorate, invecchiate o usurate e con effetto peso giusto) secondo fanno sempre la differenza.
Ottimo!
saluti

Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 11 ottobre 2025, 9:58
da Starfighter84
Il chipping sull'estradosso mi piace Dario! 👏

Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 13 ottobre 2025, 13:37
da Bonovox
belllliii sporchi, lerci, zozzi.... FANTASTICO :-SBAV

Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 2 novembre 2025, 19:34
da microciccio

Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 20 novembre 2025, 17:48
da Poli 19
ciao Dario,
hanno già detto tutto gli altri che mi hanno preceduto io dico: "semplicemente stupendo"

Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 3 gennaio 2026, 4:24
da Dario Giuliano
Madd 22 ha scritto: 24 novembre 2022, 15:25 Ciao Dario8

Verniciatura e whetering impeccabili, come al solito.
Però non ho ben capito come fai ad ottenere cosi tante sfumature di colore sia su dark gull che sul OB. Dalle foto ho notato che hai fatto un rev preshading sul grigio, senza aggiungere spot o zone con altri xolori per creare differenti tonalità.

Quindi come fai ad ottere l'effetto? Anche sul olive drab, non hai fatto anche un post shading?
Spiegaci un po' i passaggi.
Ovviamente l'effetto "tape" ti è venuto benissimo.

Ah si, che prodotti hai usato della VMS?

Attendo aggiornamenti,
Saluti
Ciao Luca,
cavolo… rileggendo il post mi sono accorto solo ora che non ti avevo mai risposto 😅
anche se con leggerissimo ritardo (diciamo solo un annetto…), provo a spiegarti meglio il procedimento che ho usato.

Come ottengo le sfumature (OD, Dark Gull Gray, ecc.)

Il punto di partenza è il colore di base sotto.
In questo modello ho lavorato su una base metallizzata lacquer (alluminio), che ha una caratteristica importante:
tende a rendere i colori sovrastanti – in particolare l’Olive Drab – più “vivi” e variabili già nei primi strati.

Prima fase – stesura iniziale
• Spruzzo OD molto diluito su tutto il modello, con strati leggeri e uniformi.
• Nei primi passaggi il colore resta trasparente, e il fondo metallico influenza molto la tonalità.
• Mano a mano che aggiungi strati, l’OD si scurisce progressivamente fino ad arrivare al colore finale (che sia un tuo mix o uno pronto).

Qui sta il trucco principale:
— uso un solo OD, ma gioco sulla copertura, non su mille miscele.

A questo punto:
• alcune zone restano più chiare (meno copertura),
• altre più scure (più passate),
creando già una modulazione luce/ombra senza pre- o post-shading classico.

Seconda fase – modulazione “a umido”
Dopo aver lasciato asciugare tutto una notte circa, passo alla fase successiva:
• Riapplico uno strato molto diluito di OD:
• a volte lo stesso OD di base,
• a volte leggermente “scaldato” con una punta di ruggine o arancio, giusto per variare la tonalità.
• Dopo pochi minuti (quando il colore è ancora lavorabile), intervengo con:
• cotton fioc
• pennello
• oppure un panno
leggermente inumiditi d’acqua

Con questo:
• tiro il colore appena applicato,
• lo sfumo sullo strato sottostante,
• creando variazioni di saturazione e tonalità molto naturali.

È fondamentale non esagerare:
• troppa acqua o troppe passate nello stesso punto possono arrivare a intaccare gli strati sotto.
Ma non è necessariamente un difetto:
• può creare zone più desaturate e consumate,
• e in ogni caso si ripara facilmente con una nuova passata di OD.

Il vantaggio degli acrilici è proprio questo:
non “strappano” la vernice, la diluiscono, quindi non creano scalini evidenti tra gli strati.

—-Volendo, puoi anche spruzzare direttamente acqua con l’aerografo per desaturare o “consumare” alcune zone:
l’ho fatto più volte con risultati molto credibili.

È una tecnica rischiosa?

Sulla carta sì… nella pratica no.
Dopo un paio di prove diventa:
• abbastanza semplice,
• a basso rischio,
• e soprattutto molto versatile, perché il risultato cambia in base a:
• dimensione della superficie trattate
• strumento usato (cotton fioc, pennello, panno),
• quantità d’acqua.

Per chiudere:

Sul secondo P-38, finito qualche mese fa (che devo ancora fotografare), ho usato un approccio più convenzionale, senza fondo metallico, ma il concetto resta lo stesso:
giocare su trasparenze, copertura e modulazione, più che su mille colori diversi.

Spero di averti chiarito un po’ meglio la tecnica.
Se invece ho confuso a te e tutti ancora di più… :-crazy dimmelo senza problemi.

Auguri di buon anno e alla prossima,
Dario

Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 3 gennaio 2026, 10:52
da Aquila1411
Ciao Dario, e buon anno!

Grazie per questa risposta, che interessa molto anche a me. Però, se non sbaglio, tu di solito utilizzi acrilici vinilici, è corretto? Che marca?
Te lo chiedo perché bagnare gli acrilici tipo Gunze o Tamiya e lavorarli con cotton fioc o altro è la ricetta ideale per il disastro, se non sbaglio. A questo punto sarebbe meglio utilizzare le modulazioni post verniciatura con gli olii.

Se ho scritto cose sbagliate correggimi pure. Grazie.

Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 3 gennaio 2026, 18:28
da microciccio
Ciao Dario,

grazie per la descrizione. In effetti il tipo di vernice usata può modificare l'effetto di questa tecnica e mi accodo alla domanda di Andrea: tu cosa hai usato?

microciccio

Re: Tamiya P-38 F/G Tamiya 1/48

Inviato: 3 gennaio 2026, 19:01
da Dario Giuliano
Aquila1411 ha scritto: 3 gennaio 2026, 10:52 Ciao Dario, e buon anno!

Grazie per questa risposta, che interessa molto anche a me. Però, se non sbaglio, tu di solito utilizzi acrilici vinilici, è corretto? Che marca?
Te lo chiedo perché bagnare gli acrilici tipo Gunze o Tamiya e lavorarli con cotton fioc o altro è la ricetta ideale per il disastro, se non sbaglio. A questo punto sarebbe meglio utilizzare le modulazioni post verniciatura con gli olii.

Se ho scritto cose sbagliate correggimi pure. Grazie.
Ciao Andrea,

hai assolutamente ragione.
Per la maggior parte utilizzo acrilici vinilici, in particolare Vallejo Model Air e Mission Models Colors.

Concordo pienamente che, usando Gunze, Tamiya o lacquer, il metodo che descrivo sarebbe la ricetta perfetta per il disastro :-disperat
In quei casi è decisamente più sensato ricorrere a modulazioni post-verniciatura con olii, filtri o altri approcci più “tradizionali”.

Il mio non vuole essere il metodo, ma semplicemente un’alternativa pensata apposta per i vinilici, che permette di:
• sfumare e modulare usando un solo colore base
• oppure lo stesso colore leggermente modificato
• ottenendo un mix tra desaturazione, variazioni tonali e leggero effetto di usura, senza passaggi troppo complessi.

Aggiungo anche una cosa interessante:
se sotto hai Tamiya o Gunze ben asciutti, puoi tranquillamente applicare sopra strati leggeri di vinilici e usare questo approccio con rischi ancora minori, perché i colori sottostanti sono molto più resistenti allo sfregamento con acqua.

In ogni caso, non ho nessuna pretesa di fare lezioni magistrali di modellismo
Questo metodo, tra l’altro, l’ho scoperto per caso, anzi… per errore, mentre stavo ripulendo una zona con un cotton fioc appena inumidito.
Da lì ho iniziato a sperimentare e mi sono accorto che poteva diventare un sistema interessante per ottenere qualcosa di diverso, con meno passaggi e in modo piuttosto intuitivo.

Insomma, solo una possibilità in più, nulla di dogmatico.
Alla fine conta sempre quello che diverte di più e dà più soddisfazione a ciascuno di noi.

Un saluto,
Dario



Ecco cosa intendo come risultato finale scrostature e sfumatura